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76ª Seduta pubblica

Venerdì 21 dicembre 2018 alle ore 09:03

Comunicato di seduta

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 981, Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il provvedimento è arrivato in Aula senza relazione; nella seduta di ieri la Conferenza dei Capigruppo ha organizzato i lavori ed è iniziata la discussione generale, che si è conclusa oggi con gli interventi dei sen. Perosino, Siclari, Mangialavori, Saccone, Gasparri (FI); Monti, Martelli (Misto); Presutto, Laura Bottici (M5S); Paola Boldrini, Laura Garavini, Monica Cirinnà, Alfieri, Manca (PD); Urso, Fazzolari, Nastri, De Bertoldi (FdI); Bergesio, Arrigoni, Briziarelli, Bagnai (L-SP).

I Gruppi di opposizione, FI, PD, FdI e Misto, accusano il Governo di aver ceduto quote di sovranità e di aver proposto una manovra recessiva che non mantiene le promesse populiste. Dopo aver dichiarato guerra all'Europa, aver posto la fiducia alla Camera su un testo basato su numeri insostenibili e avere annunciato l'abolizione della povertà, l'Esecutivo si è fatto scrivere la manovra da Bruxelles e ha esautorato il Parlamento. La Commissione bilancio non ha votato neanche un emendamento, l'ufficio parlamentare del bilancio non è stato sentito, l'Aula sta discutendo un maxiemendamento non ancora presentato e preventivamente blindato. Le risorse per il reddito di cittadinanza sono dimezzate, le pensioni superiori a 1.500 sono penalizzate, l'Ires per gli enti non commerciali è raddoppiata, le clausole di salvaguardia, che nel 2020 portano l'IVA al 26,5, preludono a manovre correttive e pongono una grave ipoteca sul futuro. Le principali misure sono rinviate e saranno monitorate dalla Commissione europea, i fondi di investimento e il turn over nella pubblica amministrazione saranno bloccati. Secondo FdI il bilancio del Governo del cambiamento è in continuità con le manovre dei cinque anni precedenti, scontenta i ceti produttivi e non prevede misure realmente sovraniste, quali interventi per la natalità e la coesione territoriale.

I Gruppi di maggioranza non accettano lezioni dalle forze politiche che si sono attenute ai diktat dell'austerità e sono responsabili dei disastri degli ultimi anni (economia in recessione, aumento delle disparità sociali, crescita del debito, crollo degli investimenti). La trattativa con Bruxelles ha evitato la procedura d'infrazione, i saldi sono stati concordati senza rinunciare alle principali misure di sviluppo e di equità sociale. La manovra prevede l'introduzione di quota cento, stanzia dieci miliardi per il dissesto idrogeologico e più risorse per sanità, scuola, università e ricerca; crea un fondo per ristorare i risparmiatori truffati; per le imprese raddoppia la deducibilità dell'Imu sui capannoni, introduce un regime forfettario per l'Iva, la cedolare secca per i negozi, la riduzione dell'Ires al 15 per cento per gli utili reinvestiti, taglia i contributi all'Inail, proroga le concessioni balneari; per le comunità terremotate proroga lo stato di emergenza e amplia gli spazi finanziari per la ricostruzione.

In replica, il Sottosegretario di Stato per l'economia Garavaglia ha ricordato che negli anni scorsi, nonostante la congiuntura internazionale favorevole (bassi tassi di interesse, prezzo del petrolio, politica monetaria espansiva della BCE), l'Italia ha registrato la crescita più bassa in Europa; di qui la necessità di invertire la rotta con misure per gli investimenti e la coesione sociale. Sul versante degli investimenti, il Governo è intervenuto su regole contabili, procedure burocratiche, contenzioso con gli enti locali per rendere spendibili le risorse già appostate in bilancio e non utilizzate. I comuni potranno spendere l'avanzo di amministrazione, sono state riviste le soglie del codice degli appalti, è stato creato un fondo per interventi diffusi volti a far ripartire il settore delle costruzioni. Il Governo ha riaperto un dialogo con gli enti locali: in Conferenza Stato-Regioni sono state raggiunte intese che hanno consentito di sbloccare 80 miliardi di investimenti e di evitare un taglio di 1,4 miliardi sui fondi sociali; sono state raddoppiate le risorse per la manutenzione delle strade e rifinanziate le province per realizzare interventi sugli istituti di scuola secondaria. Sul versante della coesione sociale il Governo ha stanziato mezzo miliardo aggiuntivo: 123 milioni in più per i non autosufficienti, 120 per disabilità e famiglie, 120 sul fondo delle politiche sociali, 100 per il trasporto e l'assistenza dei disabili a scuola. Per il fondo sanitario sono stati stanziati 5,5 miliardi aggiuntivi nel triennio e sono previsti 4 miliardi per l'edilizia sanitaria. Infine, l'estensione del regime dei minimi per le partite Iva alleggerisce il carico fiscale, semplifica le procedure e favorisce l'emersione del sommerso.

L'Assemblea ha approvato i 19 articoli della seconda sezione del ddl di bilancio con gli emendamenti 2.Tab.1.5000.5 del Governo, 18.4 del sen. Romeo (L-SP) e altri, 18.5000 e 18.5001 del Governo che riguardano le variazioni compensative di bilancio.

Dopo una sospensione, alle ore 16 si è riunita la Conferenza dei Capigruppo che ha rimodulato il calendario: il maxiemendamento sarà presentato nella seduta di domani che avrà inizio alle ore 14; per la discussione di fiducia sono previste quattro ore, seguiranno le dichiarazioni di voto e la chiama alle ore 20.30. La seduta sarà poi sospesa per la presentazione della Nota di variazioni. L'Assemblea tornerà a riunirsi il 9 gennaio con la ratifica della Convenzione di Faro. La settimana successiva sarà dedicata ai lavori delle Commissioni; nella settimana dal 15 al 17 gennaio darà esaminato il ddl semplificazioni.

Il Presidente del Senato, pur comprendendo le difficoltà del Governo legate all'interlocuzione con l'Europa, ha invitato a seguire un percorso parlamentare più regolare e rispettoso dell'Assemblea del Senato. La sen. Bernini (FI) ha proposto un passaggio in Commissione domani e il voto finale in Aula domenica 23 dicembre; ha poi osservato che la vicenda del bilancio certifica il fallimento di un Governo minato dalle contraddizioni interne, che non riesce a presentare il maxiemendamento per motivi politici. Il sen. Marcucci (PD) ha proposto di posticipare l'esame al 26 dicembre e ha dichiarato contrarietà al calendario, evidenziando che il Governo ha umiliato il Parlamento in una sessione di bilancio che non ha precedenti. Ha chiesto poi al Presidente Casellati di non consentire la conferenza stampa del Presidente del Consiglio, prevista domani in Senato. La sen. De Petris (Misto-LeU) ha posto l'accento sui contrasti interni alla maggioranza e sui problemi di copertura e ha proposto un esame ad oltranza del ddl di bilancio. Anche la sen. Rauti (FdI) ha dichiarato contrarietà al calendario, evidenziando che Bruxelles conosce la manovra più del Parlamento e, di rinvio in rinvio, si rischia l'esercizio provvisorio. Il sen. Patuanelli (M5S) ha ricordato che nel 2016 non c'è stato alcun voto in Commissione e la manovra finanziaria nel 2014 è stata votata alle 5 del mattino dopo numerosi rinvii. Il sen. Romeo (L-SP) ha chiesto scusa per il ritardo: dopo molti anni la manovra la scrive il Governo, anziché Bruxelles, e la Ragioneria dello Stato non era più abituata. Il sen. Errani (Misto-LeU) ha chiesto al Governo di spiegare i motivi del ritardo.

Le proposte di modifica del calendario sono state respinte. L'Assemblea tornerà a riunirsi domani alle ore 14.

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