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86ª Seduta pubblica

Mercoledì 30 gennaio 2019 alle ore 18:10

Comunicato di seduta

Il Ministro degli affari esteri Moavero, nel rendere un'informativa sulla situazione in Venezuela, ha espresso preoccupazione per una deriva politica che può sfociare in guerra civile, per la grave crisi economica e sociale e per le sorti della comunità italiana nel Paese. Il Governo è fautore di una risposta europea e auspica una soluzione pacifica e democratica. Dopo aver ricostruito le tappe che hanno portato alla crisi politica (le elezioni anticipate il maggio scorso, il mancato riconoscimento del loro esito da parte delle forze di opposizione, dell'Organizzazione degli Stati americani e della UE, la stretta dopo l'attentato di agosto), il Ministro ha ricordato le richieste europee (ripristino dei poteri dell'Assemblea nazionale, indizione di nuove elezioni presidenziali, rilascio dei prigionieri politici, garanzia della libertà di espressione e informazione, apertura di corridoi umanitari). Nel gennaio scorso gli ambasciatori europei non hanno partecipato alla cerimonia di insediamento del presidente Maduro e, dopo la rottura del quadro costituzionale con l'autoproclamazione del presidente dell'Assemblea nazionale Guaidò, che è stato riconosciuto dagli USA e da diversi Paesi - non da Russia, Cina, Turchia, Messico e Bolivia - l'Europa il 26 gennaio ha assunto una posizione comune, che prevede la condanna dei morti della repressione, il sostegno all'Assemblea, l'indizione di nuove elezioni, e si riserva ulteriori iniziative tra cui il riconoscimento della nuova leadership. Il Ministro ha dato conto, infine, delle iniziative del Governo a sostegno dei connazionali: integrazione del minimo pensionistico, stanziamento di due milioni di euro, fondo per la fornitura di medicinali non reperibili sul mercato, sospensione dell'adeguamento automatico per i servizi consolari che sono attivi a pieno ritmo.

Il sen. Casini (Aut) ha definito burocratica l'informativa del Ministro e ha accusato il Governo di avere una posizione equidistante tra il regime di Maduro e l'Assemblea legittimamente eletta. Il sen. Grasso (Misto-LeU), ricordando che dietro la crisi venezuelana c'è uno scontro geopolitico, ha sollecitato un'iniziativa diplomatica per scongiurare la guerra civile e giungere a nuove elezioni. Il sen. Urso (FdI) ha giudicato l'informativa inadeguata rispetto ad esigenze di libertà e democrazia, ponendo l'accento sulle divisioni interne al Governo, con il Ministro Salvini che bolla Maduro come un dittatore del narcotraffico ed esponenti di M5S che accusano gli USA di aver fomentato il colpo di Stato. Il sen. Alfieri (PD) ha evidenziato il rischio di un mutamento radicale della politica estera italiana, giudicando dissennate le dichiarazioni dei leader della maggioranza. Il sen. Iwobi (L-SP) ritiene invece che l'Italia abbia fatto sentire la propria voce e ha ricordato che, di fronte alle sofferenze di un popolo, non è opportuno enfatizzare i contrasti politici. Secondo il sen. Malan (FI) la decisione dell'opposizione venezuelana è stata lungamente meditata e obbligata; il Governo italiano è ambiguo perché frena la posizione europea e non si schiera a sostegno di Guaidò. Il sen. Lucidi (M5S) ha ricostruito la crisi venezuelana, ricordando l'instabilità geopolitica e il crollo del prezzo del petrolio, ha richiamato i principi di autodeterminazione dei popoli e di non ingerenza e ha ricordato che gli interventi internazionali, dall'Iraq alla Siria, hanno prodotto esiti molto lontani dalla democrazia.

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