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873ª Seduta pubblica

Mercoledì 13 settembre 2017 alle ore 09:35

Comunicato di seduta

L'Assemblea ha avviato l'esame congiunto dei ddl n. 2874, Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2016, e n. 2875, Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2017.

Il relatore, sen. Fravezzi (Aut), nell'illustrare il ddl n. 2874, ha segnalato che, con riferimento ai risultati della gestione di competenza, si registra un miglioramento dei saldi sia rispetto alle previsioni definitive come risultanti dalla legge di assestamento 2016, sia rispetto ai risultati conseguiti nell'esercizio 2015. In particolare, il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato per il 2016 presenta un valore negativo pari a 11,1 miliardi di euro, con un miglioramento di 30,4 miliardi rispetto al saldo registrato nel 2015. Il saldo delle operazioni correnti (risparmio pubblico) nel 2016 evidenzia un miglioramento rispetto all'anno precedente, risultando pari a 0,6 miliardi di euro (+32,8 miliardi). Il ricorso al mercato si è attestato nel 2016 ad un valore pari a 207,1 miliardi di euro, con un miglioramento rispetto al 2015 di circa 50 miliardi. L'entità complessiva degli accertamenti di entrata, comprensivi delle entrate per accensione di prestiti, pari a 845,9 miliardi di euro, evidenzia un andamento positivo rispetto all'anno precedente (+16,8 miliardi di euro, +2 per cento). Tale aumento è il frutto dell'incremento delle entrate correnti, pari a 16,7 miliardi, mentre la diminuzione delle entrate di alienazione ed ammortamento di beni patrimoniali e riscossione crediti, pari a 5 miliardi, è compensata dall'aumento dei prestiti (+5,1 miliardi). Gli impegni complessivi di spesa che, incluse le spese per rimborso prestiti, ammontano a 788,4 miliardi, presentano, rispetto ai risultati dell'anno precedente, una riduzione complessiva di 38,2 miliardi di euro (- 4,6 per cento). Per ciò che attiene alla spesa corrente, gli impegni sono stati pari a 549,6 miliardi di euro con una diminuzione rispetto all'anno precedente di 20,1 miliardi, pari al 3,5 per cento. Per le spese in conto capitale, con impegni pari a 42,8 miliardi, il rendiconto 2016 segnala un lieve aumento rispetto all'anno precedente di 1,5 miliardi (+3,6 per cento). Il peso della spesa complessiva, in rapporto al PIL, è diminuito dal 50,24 per cento del PIL nel 2015 al 47,14 del 2016. Il conto dei residui al 31 dicembre 2016 espone residui attivi per 212,2 miliardi di euro e residui passivi per 134,4 miliardi di euro, con una eccedenza attiva di 77,8 miliardi di euro.I residui attivi sono aumentati di circa 4 miliardi (quasi il 2 per cento in più) rispetto al 2015, mentre l'incremento dei residui passivi è stato di circa 21,4 miliardi (+18,9 per cento). La gestione di cassa presenta, sotto un profilo generale, un andamento analogo a quella di competenza, con un miglioramento sia rispetto alle previsioni definitive sia rispetto ai risultati conseguiti nel 2015. Il Conto generale del Patrimonio evidenzia una eccedenza passiva di 1.798 miliardi, con un peggioramento di circa 39,6 miliardi rispetto alla situazione patrimoniale a fine 2015, dovuto ad un aumento delle passività (-63,9 miliardi) solo in parte compensato dall'incremento delle attività (+24,4 miliardi).

Il relatore Guerrieri Paleotti (PD) ha illustrato il ddl n. 2875. Il complesso delle variazioni derivanti da atti amministrativi e che vengono proposte nel ddl in esame determina un saldo netto da finanziare in termini di competenza pari a circa 56 miliardi di euro, con un peggioramento di 17,4 miliardi rispetto al dato indicato nel disegno di legge di bilancio 2017 (38,6 miliardi); con riferimento al bilancio di cassa il peggioramento del saldo ammonta a circa 20 miliardi di euro con un saldo netto da finanziare che passa da 102,6 miliardi a 122,6. Ciò è imputabile a variazioni per atti amministrativi pari a 21,9 miliardi (competenza) e 21,8 miliardi (cassa), solo parzialmente compensate nelle proposte di assestamento con effetti migliorativi pari rispettivamente a circa 4,5 e 1,8 miliardi di euro. Dal lato delle entrate, le proposte di variazioni comportano un miglioramento dell'indebitamento netto pari a circa un miliardo di euro, ma vengono compensate dal lato delle spese da un peggioramento di pari ammontare, così da determinare un effetto complessivo nullo. Rispetto alle previsioni iniziali della legge di bilancio per il 2017, i dati contenuti nel disegno di legge di assestamento per il 2017 - espressi in termini di competenza e considerati al netto delle regolazioni debitorie, contabili e dei rimborsi IVA - evidenziano un miglioramento del solo risparmio pubblico e un peggioramento del saldo netto da finanziare, del ricorso al mercato e dell'avanzo primario. Il saldo netto da finanziare presenta una variazione di segno negativo pari nel complesso a 17,4 miliardi.Con riferimento al risparmio pubblico, le previsioni assestate migliorano, rispetto a quelle iniziali, per un valore di 2,9 miliardi (6,9 per cento). I dati relativi al ricorso al mercato evidenziano un impatto negativo sul saldo pari a 12,4 miliardi. Per quanto riguarda le entrate finali, le previsioni assestate aumentano di 5,3 miliardi rispetto a quelle iniziali, come risultato di un incremento delle entrate tributarie per 1,8 miliardi e di quelle extra-tributarie per 3,5 miliardi. Le previsioni assestate delle spese finali fanno registrare un incremento di 22,7 miliardi. Le proposte di assestamento formulate con il disegno di legge in esame migliorano i saldi di finanza pubblica sia aumentando le entrate (+2,8 miliardi), sia riducendo le spese finali (1,6 miliardi) e il rimborso delle passività finanziarie (5 miliardi).

I tre articoli del ddl intervengono su alcune disposizioni della legge di bilancio per l'esercizio finanziario 2017. In particolare, all'articolo 2, il comma 1 aumenta a 79,5 miliardi di euro l'importo massimo di emissione di titoli pubblici in Italia e all'estero per l'anno 2017, al netto di quelli da rimborsare e per regolazioni debitorie, rispetto ai 59,5 miliardi previsti dalla legge di bilancio. Il comma 2 interviene in materia di quantificazione dell'importo massimo degli impegni assumibili dalla SACE Spa per l'anno finanziario 2017 ed opera un trasferimento di risorse dalle garanzie a breve durata a quelle a media e lunga durata. Infine, l'articolo 3 prevede che il Ministro dell'economia e delle finanze, oltre a ripartire le risorse del "Fondo per la sistemazione contabile delle partite iscritte al conto sospeso" tra gli stati di previsione dei Ministeri interessati, possa anche assegnare direttamente le medesime risorse all'istituto gestore della tesoreria dello Stato, anche in conto residui.

A conclusione della discussione generale, nella quale sono intervenuti i sen. Mandelli e Ceroni (FI-PdL), in replica il Vice Ministro dell'economia Morando ha osservato che i dati del rendiconto e in parte dell'assestamento testimoniano la fecondità dell'approccio delle scelte fondamentali di politica fiscale messe in atto in questi anni, che conciliano l'esigenza di consolidamento fiscale con il sostegno alla crescita. I dati dell'economia reale dimostrano che il sistema di incentivi agli investimenti privati vigente in Italia ai fini dell'incremento della produttività sta dando i suoi frutti. È vero, però, che si tratta di misure straordinarie che dovranno essere sostituite con interventi di carattere ordinario.

Sono stati quindi approvati tutti gli articoli del ddl n. 2874 e, respinti tutti gli emendamenti, l'articolato del ddl n. 2875. Sono stati altresì approvati quattro ordini del giorno. Le dichiarazioni di voto avranno luogo nella seduta pomeridiana.

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