Martedì 27 Gennaio 2004 - 521ª Seduta pubblica (Antimeridiana)

(La seduta ha inizio alle ore 10:04)

Avviata a Palazzo Madama la discussione generale sul ddl n. 2544 e connessi relativi alle riforme costituzionali. A sostegno del testo proposto dalla Commissione affari costituzionali, che ha incisivamente modificato l'originario progetto del Governo, sono intervenuti i sen. Falcier (FI), Peruzzotti (Lega) e Carrara (Misto), i quali hanno sottolineato l'assoluta necessità di completare il percorso riformatore in chiave federale avviato nella scorsa legislatura, in particolare con l'istituzione di un Senato delle autonomie e con il ridisegno dei rapporti tra i poteri dello Stato attraverso il rafforzamento di quelli del premier. Sullo stesso fronte, da registrare il lungo intervento del Capogruppo di AN Nania, il quale ha sottolineato le ferite arrecate alla Costituzione dalle riforme unilateralmente adottate dall'Ulivo nella scorsa legislatura, rilevando dunque la necessità, con il concorso della parte riformatrice dell'opposizione, di introdurre modifiche atte a garantire l'unità del Paese e l'interesse nazionale. Nania ha proposto l'abolizione dell'ottavo comma dell'articolo 117, con cui l'Ulivo ha di fatto previsto la possibilità di accordi tra Regioni, e del comma 3 dell'articolo 116, vero ostacolo ad un federalismo solidale scevro da rischi di secessione. Sul versante dei rapporti con gli alleati, Nania ha osservato come le riforme non possano concretizzarsi se non in un clima di fiducia all'interno della coalizione, clima con cui risultano incompatibili gli insulti della Lega e che comunque necessita di una precisa assunzione di responsabilità da parte del premier, chiamato a rimettere ordine nella coalizione stessa.

Critico invece il tenore dell'intervento del sen. Gubert (UDC), che ha parlato di finto federalismo ed ha ammonito circa i rischi di deriva plebiscitaria e di svuotamento delle Assemblee elettive. Negativo infine il giudizio dell'unico senatore intervenuto a nome delle opposizioni. Il sen. Caddeo (DS) ha sottolineato gli effetti catastrofici che possono derivare da un federalismo fiscale estremizzato, tale da eliminare la possibilità di politiche redistributive, di riequilibrio territoriale e di coesione sociale. Il rischio è di ledere i fondamenti di legittimazione democratica della Repubblica, soprattutto alla luce del rafforzamento dell'Esecutivo e della limitazione dei poteri del Parlamento.

(La seduta è terminata alle ore 12:50 )



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