Martedì 28 Luglio 2020 - 245ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 16:38)

A conclusione delle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle ulteriori iniziative in relazione all'emergenza Covid-19, l'Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione di maggioranza che al primo punto impegna il Governo a definire come termine ultimo per lo stato di emergenza nazionale il 15 ottobre (v. testo 2 nell'allegato al resoconto stenografico)

Il Presidente del Consiglio Conte ha informato che, in vista della scadenza dello stato di emergenza, deliberato il 31 gennaio scorso, il Consiglio dei Ministri, concluso poche ore fa, ha discusso l'eventuale proroga dello stato di emergenza, prevista dal codice di protezione civile. Essa costituisce il presupposto per l'attivazione di poteri volti ad affrontare la situazione con tempestività ed efficacia, il più importante dei quali è il potere di ordinanza, che consente di emanare norme in deroga all'ordinamento vigente. La pandemia non è un evento puntuale ma un processo in evoluzione, seppure oggi contenuto e circoscritto; se non fosse prorogato lo stato di emergenza cesserebbero di avere effetto 38 ordinanze (quattro all'esame della Ragioneria) e i provvedimenti attuativi (da cui dipendono ad esempio l'allestimento di strutture per persone positive, le attribuzioni dell'Istituto superiore di sanità, il numero verde e la centrale operativa remota per la ricerca di posti letto), cesserebbero inoltre la funzione di coordinamento della Protezione civile, la funzione del comitato tecnico scientifico, l'operatività del commissario che si sta occupando dei dispositivi di protezione e degli allestimenti per l'ordinato avvio dell'anno scolastico. La proroga appare scelta tecnicamente obbligata anche per rinnovare le misure contenute dei decreti nn. 19 e 33. Dal punto di vista sanitario, il comitato tecnico scientifico ha evidenziato che il virus continua a circolare e che la situazione internazionale resta preoccupante; i principi di precauzione, adeguatezza e proporzionalità suggeriscono di mantenere un cauto stato di guardia per intervenire tempestivamente. Non è intenzione del Governo drammatizzare la situazione o alimentare paure ingiustificate; la proroga non lede l'immagine internazionale del Paese, serve al contrario a mantenere in efficienza le strutture che hanno reso il Paese più sicuro. Occorre attenersi ai profili tecnici e giuridici della decisione, anziché attribuire alla proroga significati impropri, come la volontà di alterare l'ordinaria dialettica democratica. La proroga non è peraltro la fonte di legittimazione per l'emanazione di DPCM, il potere del Presidente del Consiglio si radica infatti nella normativa di rango primario, che dovrà differire i termini dei decreti già adottati e confermare le misure precauzionali minime. L'indirizzo del Governo, che ha acquisito anche il parere dell'Avvocatura dello Stato, è di limitarne l'estensione ad ottobre; l'Esecutivo è comunque disponibile a interloquire con le Camere. In conclusione, la cessazione dello stato di emergenza determinerebbe l'arresto del sistema di protezione e prevenzione costruito in questi mesi e il Presidente Conte confida in una decisione parlamentare responsabile che vada oltre la dialettica tra maggioranza e opposizione.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Elisa Pirro, Mollame, Pisani, Domenica Castellone (M5S); Mallegni, Licia Ronzulli (FI); Centinaio, Sonia Fregolent (L-SP); Urso (FdI); Daniela Sbrollini (IV); Parrini (PD). Con diversi accenti i Gruppi di opposizione hanno criticato la proroga dello stato di emergenza, che non è stata adottata da alcun Paese europeo e appare dettata da motivi politici anziché da ragioni tecniche e sanitarie. Secondo FI la situazione sanitaria non presenta tratti di imprevedibilità e lo stato d'emergenza sembra funzionale alla tenuta del Governo che non sta affrontando i problemi economici e dà l'impressione di essere impreparato a una seconda ondata pandemica; FdI ha ricordato che la Repubblica ha attraversato diverse situazioni di crisi senza ricorrere allo stato di emergenza e che la proroga è considerata illegittima e inopportuna da insigni costituzionalisti; secondo la Lega il Governo, che non ha ancora presentato un piano pandemico, proroga un'emergenza inesistente per zittire il dissenso, impedire le manifestazioni di protesta, ricentralizzare la sanità. Secondo i Gruppi di maggioranza la proroga non limita i diritti, non serve a puntellare il Governo, ma è tecnicamente necessaria e politicamente saggia.

In replica il Presidente Conte ha ricordato che, sebbene lo stato di emergenza non sia previsto dalla Costituzione, è previsto da una norma di rango primario e, dal 2014 ad oggi, è stato dichiarato 154 volte e prorogato 84 volte, in relazioni a terremoti e alluvioni. La pandemia si sviluppa in modo imprevedibile e la proroga consente di attivare misure organizzative, funzionali e operative per garantire piena assistenza e protezione; permette ad esempio di completare strutture ospedaliere, di attuare il piano di sicurezza delle scuole e il piano di sorveglianza straordinario dei migranti. Il Governo ha affrontato l'emergenza seguendo il metodo della precauzione e della trasparenza; ha sempre cercato il confronto con il Parlamento e sta mantenendo misure di prevenzione minimali. Il Presidente del Consiglio ha quindi espresso parere favorevole sulla proposta di risoluzione di maggioranza e contrario su quella di opposizione.

Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole alla proroga dello stato di emergenza i sen. Laniece (Aut), Faraone (IV), Errani (Misto-LeU), Roberta Pinotti (PD) e Cioffi (M5S). Hanno svolto dichiarazione di voto contrario i sen. La Russa (FdI), Salvini (L-SP), Anna Maria Bernini (FI), Ciampolillo e Martelli (Misto). In dissenso dal Gruppo, il sen. Crucioli (M5S) si è pronunciato per un ritorno agli strumenti ordinari.

(La seduta è terminata alle ore 20:58 )



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