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434ª Seduta pubblica

Mercoledì 18 maggio 2022 alle ore 09:32

Comunicato di seduta

Con 201 voti favorevoli e 38 contrari, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente il ddl n. 2604, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, recante disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza.

Questa mattina il Ministro per i rapporti con il Parlamento D'Incà ha posto la questione di fiducia sull'articolo 1 di conversione, nel testo licenziato dalla Camera. Nella discussione sulla fiducia il sen. Romeo (L-SP), pur apprezzando l'allentamento delle misure restrittive, ha osservato che è stata perduta un'occasione per definire un quadro di disposizioni chiare, basate su evidenze scientifiche comprovate: permangono incertezze sull'utilizzo della mascherina, è mancata un'attenzione particolare per la tutela dei lavoratori fragili, non è stato spiegato perché l'Italia si sia discostata dalla decisione dell'Unione europea di declassare il Covid a virus influenzale.

Hanno dichiarato la fiducia, i sen. Annamaria Parente (IV-PSI), Ruotolo (Misto-LeU), Vanna Iori (PD), Vitali (FIBP-UDC), Mautone (M5S), i quali hanno sottolineando i risultati positivi conseguiti e il progressivo ritorno alla normalità, ammonendo però che la cessazione dello stato di emergenza non coincide con la fine della pandemia. Il sen. Doria (L-SP), dopo aver evidenziato contraddizioni e ambiguità in diversi articoli del decreto, ha annunciato una fiducia ponderata.

Hanno negato la fiducia la sen. Granato (CAL), la quale ha denunciato la gestione opaca della pandemia, la connotazione politica della misura del green pass, utilizzata con intenti punitivi e discriminatori, la mala sanità programmata, il ricorso a pretesti sanitari per una gestione sovranazionale priva di centri di responsabilità. Il sen. Zaffini (FdI) ha denunciato il cinquantesimo voto di fiducia e ha evidenziato circostanze paradossali: il primato italiano dei decessi per Covid e l'opposizione del Governo all'istituzione di una Commissione d'inchiesta, la sospensione delle prestazioni sanitarie e la mancanza di un protocollo per le cure ospedaliere del Covid, l'insufficienza di dispositivi di ventilazione nelle aule scolastiche, la necessità di un nuovo vaccino. Il sen. Paragone (Misto) ha parlato di una stagione di fanatismo e malafede, ponendo l'accento sull'irrazionalità di misure prive di basi scientifiche, come l'obbligo di indossare le mascherine nelle scuole e l'obbligo di vaccinazione per tutto il personale sanitario.

Nella seduta di ieri i relatori, sen. Paola Boldrini (PD) e Garruti (M5S), hanno riferito sul contenuto del provvedimento, che non ha prorogato lo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, cessato lo scorso 31 marzo. L'articolo 1 ha previsto in ogni caso la possibilità di adottare, fino al 31 dicembre 2022, ordinanze di protezione civile, anche con misure derogatorie, al fine di assicurare, in ambito organizzativo, operativo e logistico, il mantenimento della capacità operativa e di pronta reazione delle strutture durante la fase di progressivo rientro nell'attività ordinaria. L'articolo 2 prevede la costituzione di un'Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l'adozione di altre misure di contrasto della pandemia; la struttura è operante fino al 31 dicembre 2022 in sostituzione del Commissario straordinario. Al direttore della nuova Unità sono attribuiti i medesimi poteri già stabiliti per il Commissario straordinario. Si dispone, inoltre, che dal 1° gennaio 2023 il Ministero della salute subentri nelle funzioni e nei rapporti attivi e passivi che fanno capo all'Unità. Il comma 8-bis introduce la possibilità di somministrare vaccini presso le farmacie e di effettuare test diagnostici. L'articolo 2-bis prevede un incremento della dotazione organica della Lega italiana per la lotta contro i tumori e un'autorizzazione, per il medesimo ente pubblico, allo svolgimento di procedure concorsuali di reclutamento di personale. L'articolo 3 prevede che, fino al 31 dicembre 2022, il Ministro della salute, con ordinanze, possa definire o aggiornare linee guida e protocolli per lo svolgimento in sicurezza dei servizi e delle attività economiche, produttive e sociali e stabilire limitazioni agli spostamenti da e per l'estero. L'articolo 4 reca la nuova disciplina relativa all'obbligo di isolamento in caso di positività al virus SARS-CoV-2 e all'obbligo di autosorveglianza in caso di contatto stretto con soggetti positivi al virus. L'articolo 5 concerne l'impiego di dispositivi di protezione delle vie respiratore in alcuni ambiti. L'articolo 6 ridefinisce la disciplina transitoria sulla condizione del possesso di un certificato verde COVID-19 ai fini dell'accesso a determinati ambiti o servizi; l'articolo 7-bis reca una specificazione sulla durata della validità del certificato verde, con riferimento ai casi in cui sia stato assunto un prodotto vaccinale monodose e successivamente si sia contratta la malattia e si sia guariti. L'articolo 8 reca modifiche alle norme transitorie sull'obbligo di vaccinazione per i lavoratori che operano nei settori sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale. L'articolo 9 modifica la disciplina relativa allo svolgimento delle attività nell'ambito dei servizi educativi per l'infanzia, delle scuole e del sistema di istruzione e formazione professionale, con riferimento alle ipotesi di positività all'infezione.

L'Assemblea ha approvato il ddl n. 2318, delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo, collegato alla manovra di bilancio. Il testo passa alla Camera.

I relatori, sen. Catalfo (M5S) e Rampi (Pd), hanno riferito sul contenuto del provvedimento, che riconosce la specificità del lavoro nello spettacolo e la sua strutturale discontinuità, prevedendo tutele normative, economiche e previdenziali specifiche. Il settore dello spettacolo è stato particolarmente penalizzato dalla pandemia, le Commissioni cultura e lavoro del Senato, dopo un confronto approfondito con le associazioni di categoria, hanno rielaborato il testo originario, introducendo l'indennità di discontinuità, nuove tutele in materia di contratti di lavoro e di equo compenso, l'istituzione del registro nazionale degli agenti o rappresentanti dello spettacolo, del tavolo programmatico e dello sportello unico.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Danila De Lucia, Mariassunta Matrisciano (M5S), Maffoni (FdI), Laus (Pd), Urania Papatheu (FIBP-UDC) e Valeria Alessandrini (L-SP). Sono stati approvati gli emendamenti dei relatori 2.100, che riguarda il riconoscimento dei Live club, 6.100, che riguarda l'Osservatorio dello spettacolo, 7.100, che riguarda la relazione dell'Osservatorio dello spettacolo trasmessa alle Camere, 8.100, che riguarda le competenze regionali. Hanno dichiarato voto favorevole i sen. Laniece (Aut), Daniela Sbrollini (IV-PSI), Laforgia (Misto-LeU), Verducci (PD), Cangini (FIBP-UDC), Maria Saponara (L-SP), Daniela Montevecchi (M5S). Il sen. Iannone (FdI), a nome del Gruppo, ha annunciato l'astensione, riconoscendo che il ddl introduce elementi di tutela nuovi ma non risolutivi. La sen. Corrado (CAL) ha invece dichiarato voto contrario, ritenendo impossibile delegare la materia ad un Governo incapace di agire nell'interesse della cultura e della comunità.

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