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189ª Seduta pubblica

Mercoledì 15 maggio 2024 alle ore 10:02

Comunicato di seduta

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 935 recante modifiche della Parte seconda della Costituzione per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l'abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica, nel testo proposto dalla Commissione.

L'articolo 1 prevede l'abrogazione della possibilità per il Presidente della Repubblica di nominare senatori a vita (articolo 59 della Costituzione). L'articolo 2 modifica l'articolo 83 della Carta in relazione al quorum per l'elezione del Presidente della Repubblica, riducendolo dalla maggioranza qualificata alla maggioranza assoluta, operante dopo il sesto scrutinio anziché il terzo. L'articolo 3 interviene in riferimento allo scioglimento delle Camere da parte del Presidente della Repubblica, introducendo casi in cui lo scioglimento è considerato un atto dovuto. L'articolo 4, modificando l'articolo 89 della Costituzione, introduce nuove disposizioni riguardanti la controfirma degli atti del Capo dello Stato. L'articolo 5 introduce l'elezione del Presidente del Consiglio dei Ministri a suffragio universale diretto per un massimo di due legislature consecutive, elevate a tre se nelle precedenti abbia ricoperto l'incarico per un periodo inferiore a sette anni e sei mesi. L'articolo 6 integra l'articolo 59 della Costituzione con un premio su base nazionale. L'articolo 7 modifica le procedure in caso di mancata fiducia al Governo, con la possibilità di rinnovo dell'incarico al Presidente del Consiglio eletto o lo scioglimento delle Camere. Infine, l'articolo 8 contiene norme transitorie riguardanti i senatori a vita e l'applicazione della legge costituzionale.

Nella seduta di ieri è proseguita la discussione generale, che è continuata oggi con gli interventi dei sen. Zanettin (FI-BP), Vincenza Rando, Parrini, Irto, Franceschini, Casini, Meloni, Valeria Valente (PD), Barbara Floridia, Scarpinato, Maria Domenica Castellone, Gabriella Di Girolamo, Nave (M5S), De Cristofaro, Aurora Floridia (Misto-AVS), Della Porta, De Priamo (FdI), Scalfarotto e Dafne Musolino(IV). Il PD ha ribadito la condanna per il mancato dialogo e l'ostinata ricerca di prove di forza da parte del Governo e della maggioranza, ignorando le critiche e gli avvertimenti dell'opposizione, denunciando altresì l'inadeguatezza tecnica della riforma e il potenziale contrasto con i principi democratici. M5S, invitando a riflettere sulle lezioni della storia, ha criticato anche la proposta di introdurre un sistema elettorale maggioritario, sottolineando il pericolo di consentire a minoranze organizzate di assumere il controllo del Governo attraverso manipolazioni del sistema elettorale. AVS ha condannato fermamente la riforma in quanto,combinandosi in modo pericoloso con il provvedimento sull'autonomia differenziata, contribuisce a una crisi democratica più ampia. IV ha riflettuto sulla necessità di affrontare una riforma costituzionale, evidenziando il monito del Presidente Napolitano del 2013, sottolineando l'inefficienza delle attuali istituzioni e la diminuzione della partecipazione elettorale come segnali di malfunzionamento del sistema, ma esprimendo preoccupazione riguardo alla lacunosa proposta attuale. In risposta alle opposizioni, il sen. Zanettin (FI-BP) ha richiamato la necessità storica di rafforzare l'Esecutivo, respingendo le critiche sul presunto indebolimento del ruolo del Presidente della Repubblica, prevedendo altresì un esito positivo in un eventuale referendum, data la chiarezza e semplicità della riforma rispetto alle proposte passate. FdI ha rivendicato la coerenza politica come principio fondamentale, esortando gli altri partiti a rispettare gli impegni presi con gli elettori e criticando l'ipocrisia di alcune posizioni politiche passate: la riforma, garantendo stabilità e governabilità al Paese, attrarrà investimenti e darà speranza alla nazione.

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl n. 1092 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2024, n. 39, recante misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali di cui agli articoli 119 e 119-ter del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, altre misure urgenti in materia fiscale e connesse a eventi eccezionali, nonché relative all'amministrazione finanziaria, nel testo proposto dalla Commissione.

Il relatore, sen. Salvitti (Cd'I), ha illustrato il provvedimento, sottolineando l'importanza di porre fine al malfunzionamento dello strumento del superbonus e la necessità di sanare i conti dello Stato e migliorare il patrimonio edilizio, rispondendo alle esigenze nazionali ed europee. Alla luce delle modifiche apportate in Commissione, il testo si compone di 16 articoli suddividi in due Capi. Il Capo I (articoli 1-6) contiene disposizioni urgenti in materia di agevolazioni fiscali. Il Capo II (articoli 7-10) riguarda ulteriori disposizioni urgenti di natura fiscale e in materia di amministrazione finanziaria. Le modifiche introdotte in sede referente si concentrano sulla possibilità di intervento in aree colpite da disastri naturali, estendendo il sostegno anche ad altre Regioni e introducendo un fondo specifico per le onlus. Tra le altre misure, si è previsto il prolungamento dello sconto sui crediti IMU mentre un altro emendamento del Governo ha posticipato l'entrata in vigore della sugar tax.

Al termine della discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Trevisi, Elena Sironi, Croatti, Elisa Pirro (M5S), Bergesio, Romeo (LSP), Losacco, Beatrice Lorenzin (PD), Silvia Fregolent (IV), Magni (Misto-AVS) e Orsomarso (FdI), in replica, il relatore ha rimarcato che il superbonus era stato concepito con l'intento di aiutare le fasce economicamente deboli, ma ha finito per favorire chi aveva capacità progettuali e risorse finanziarie, concentrando gli interventi soprattutto sulle seconde case anziché sull'edilizia popolare. Si è pertanto deciso di intervenire con misure più stringenti, coinvolgendo i Comuni nel processo decisionale e implementando controlli più efficaci sull'esecuzione dei lavori; l'obiettivo è contrastare le frodi, recuperare risorse e reinvestirle per sostenere chi ha più bisogno e promuovere la transizione verso abitazioni più ecologiche, in linea con gli standard europei.Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del dl n. 39, nel testo proposto dalla Commissione.

Sono intervenuti nella discussione sulla fiducia i sen. Enrico Borghi (IV), che ha rivendicato il ruolo di IV nel rinvio della sugar tax, sostenendo che la politica dovrebbe concentrarsi sulla realizzazione di risultati concreti per il bene dei cittadini; Magni (Misto-AVS), che ha accusato la maggioranza di utilizzare la fiducia come strumento di controllo anziché favorire un confronto costruttivo e ha ribadito l'urgenza di affrontare la transizione ecologica; Patuanelli (M5S), che ha criticato chi ha parlato di assenza di controlli sul superbonus, ricordando che la sua efficacia è stata dimostrata da diversi studi e lamentando il mancato rinnovo dello strumento e le conseguenze negative per l'economia e i cittadini italiani; Boccia (PD), che ha esposto preoccupazioni riguardo alle modifiche al superbonus, evidenziando come queste possano penalizzare le famiglie e gli enti locali e causare complicazioni nella gestione del beneficio, contestando altresì l'insufficienza delle risorse per interventi di riqualificazione.

La Conferenza dei Capigruppo ha approvato il nuovo calendario dei lavori fino al 23 maggio. Oggi, dopo il prosieguo della discussione generale del ddl sul premierato, avrà inizio l'esame del dl in materia di agevolazioni fiscali, su cui il Governo ha preannunciato la posizione della questione di fiducia: le dichiarazioni di voto avranno inizio domani mattina alle 8,30, seguirà la chiama; alle 15 si terrà il question time. La prossima settimana prevede il seguito della discussione del ddl costituzionale. Alle 15 di giovedì 23 maggio avrà luogo il question time.

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