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Minerva Web
Rivista online della Biblioteca "Giovanni Spadolini"
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 46 (Nuova Serie), agosto 2018

Scaffale digitale

L'Archivio Giulio Andreotti presso l'Istituto Luigi Sturzo

Le carte dell'Archivio di Giulio Andreotti sono depositate dal 2007 a Palazzo Baldassini, sede romana dell'Istituto Luigi Sturzo. Dalla home page dell'Istituto si accede al sito monografico dell'Archivio Giulio Andreotti.

La donazione dell'archivio da parte del Senatore, dichiarato di interesse storico particolarmente importante dalla Sovrintendenza archivistica per il Lazio, nonché la successiva inventariazione e organizzazione delle carte da parte dell'Istituto Sturzo, consentono oggi agli studiosi di poter accedere a un patrimonio documentale dal duplice valore: come traccia e testimonianza per la ricostruzione del profilo politico, intellettuale e umano di un protagonista indiscusso della vita politica italiana ed europea dal dopoguerra al primo decennio del XXI secolo, e come fonte primaria di documentazione relativa a eventi nazionali e internazionali che videro Giulio Andreotti direttamente coinvolto in qualità di leader politico e di uomo di stato e di governo.

Il fondo originario è stato integrato nel corso degli anni dallo stesso Andreotti con il versamento di ulteriore documentazione elaborata dalla sua segreteria particolare a sostegno della sua attività di editorialista: documenti, articoli, pubblicazioni, veri e propri dossier su temi di vario interesse che hanno contribuito ad arricchire - fino al giorno della morte del leader politico avvenuta nel maggio del 2013 - l'impianto iniziale.

L'archivio raccoglie materiale cartaceo, fotografico e audiovisivo riconducibile a 3.500 faldoni. Tale documentazione è suddivisa in due sezioni. Una prima sezione (1100 buste circa) raccoglie materiale classificato in 15 serie documentarie (Camera dei deputati, Cinema, Democrazia cristiana, Discorsi, Divorzio, Elezioni, Europa, Fiumicino, Governi, Parlamento, Personale, Scritti, Senato, Trieste, Vaticano), ciascuna di esse articolata in più sotto serie. La seconda sezione è suddivisa in circa 2.400 buste e comprende carte riguardanti affari diversi classificati in sequenza numerica (da 1 a 10.560).

Nell'attività di riordino e inventariazione delle carte si è cercato, secondo i criteri tradizionalmente utilizzati per la sistemazione degli archivi, di mantenerne per quanto possibile invariata la struttura evitando di discostarsi dall'impostazione originaria voluta dal suo stesso creatore e organizzata per dossier di tipo prevalentemente tematico e documentaristico dal taglio storico-evolutivo.

A corredo dei diversi fascicoli, il lascito comprendeva inoltre una considerevole quantità di materiale a stampa tra pubblicazioni periodiche, volumi monografici e opuscoli: inizialmente inserito nei singoli faldoni tale materiale è stato in seguito scorporato e classificato separatamente rispetto al resto degli altri documenti.

La gestione del fondo Andreotti è attualmente affidata a un Comitato formato da 9 membri e presieduto dalla figlia del senatore, Serena Andreotti. Tra i compiti del Comitato è la promozione di tutte le attività aventi come finalità la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio documentale dell'archivio. A tal fine di particolare rilevanza risultano i progetti, attualmente in corso, di digitalizzazione del materiale che consentono, già in questa prima fase, la libera consultazione online dei documenti più significativi. Ci riferiamo in particolare a quelli pubblicati e conservati nella sezione dell'archivio relativa agli Scritti e ai Discorsi; alle carte del fondo selezionate in veri e propri "Percorsi d'archivio" e afferenti a temi specifici; ai progetti di ricerca infine, spesso realizzati in collaborazione con università ed enti di ricerca nazionali e internazionali, sviluppati sulla base della documentazione presente nel fondo.

Il programma di digitalizzazione riguarda per il momento soltanto una parte del patrimonio documentale messo a disposizione dal Senatore. Il resto del materiale cartaceo è attualmente in corso di riordino e di inventariazione: le serie consultabili sono elencate sul sito dell'Istituto e la loro visione in sede da parte degli studiosi è comunque subordinata all'autorizzazione del Comitato cui deve essere sottoposta una richiesta dettagliata (scheda di ammissione alla consultazione) secondo le norme del regolamento dettate dall'Istituto per l'accesso agli archivi.

L'opera di divulgazione e di libero accesso ai fondi d'archivio attraverso il processo di digitalizzazione dei materiali promosso dall'Istituto Sturzo riguarda, oltre il fondo Giulio Andreotti, anche le carte di eminenti esponenti politici della storia repubblicana, primi fra tutti Luigi Sturzo e Aldo Moro. Tale attività rappresenta indubbiamente un importante contributo che va ad inserirsi a pieno titolo nel processo di trasformazione - in atto da diversi anni - del concetto di archivio da tradizionale a digitale e al quale l'Archivio Storico e la Biblioteca del Senato della Repubblica stanno collaborando attraverso la promozione del progetto Archivi on line - che vede tra le istituzioni aderenti lo stesso Istituto Sturzo - e alla messa a disposizione in forma digitale di materiale periodico a stampa presente nel proprio catalogo quale ad esempio l'Astrolabio e l'intera collezione del giornale l'Avanti!, organo del partito socialista italiano.

Istituto Luigi Sturzo

Via delle Coppelle, 35

00186 Roma

Tel. 066840421

Fax 0668404244

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