Mercoledì 30 Aprile 2014 - 240ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:30)

L'Assemblea ha approvato in via definitiva, con 132 voti favorevoli, il ddl n. 1450 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge6 marzo 2014, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche.

L'articolo 2 del ddl di conversione, noto come salva Roma ter, dispone la validità degli atti e provvedimenti adottati e degli effetti e dei rapporti giuridici sorti in base ai decreti-legge n. 126 del 2013 (misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali) e n. 151 del 2013 (disposizioni finanziarie per enti locali, infrastrutture e calamità), entrambi non convertiti in legge per decorrenza dei termini. I primi due articoli del decreto-legge intervengono su TASI e TARI e consentono ai comuni di aumentare dello 0,8 per mille le aliquote a condizione che siano finanziate detrazioni d'imposta. Gli articoli da 3 a 5 ampliano le possibilità di accesso degli enti locali alle procedure di riequilibrio e contenimento della spesa per il personale, attraverso l'attuazione di specifici piani di riorganizzazione, e favoriscono l'accensione di nuovi mutui nel biennio 2014-2015. Gli articoli 6 e 7 riguardano la contabilizzazione e la verifica del gettito IMU per il 2013. L'articolo 8 prevede l'attribuzione ai comuni delle regioni a statuto ordinario e delle regioni Sicilia e Sardegna di un anticipo sulle somme spettanti nel 2014 per il Fondo di solidarietà comunale. L'articolo 12 concerne il contributo straordinario per la fusione dei comuni. L'articolo 13 dispone l'erogazione al comune di Lampedusa e Linosa di un finanziamento per fronteggiare l'emergenza profughi. L'articolo 14 disciplina l'applicazione dei fabbisogni standard per il riparto del Fondo di solidarietà comunale, mentre l'articolo 15 disciplina l'assoggettamento alle regole del patto di stabilità interno delle amministrazioni provinciali interessate dallo scorporo.

L'articolo 16 interviene sulla situazione finanziaria di Roma capitale, cui è affidato il compito di redigere un rapporto sul disavanzo di bilancio e di predisporre un piano triennale per il riequilibrio strutturale, da approvare con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. L'articolo 17 riguarda il trasporto ferroviario nelle regioni a statuto speciale, mentre l'articolo 18 contiene misure in favore dei comuni assegnatari di contributi pluriennali. L'articolo 19 proroga al 31 marzo 2014 il termine per la prosecuzione dei contratti riguardanti i servizi di pulizia e ausiliari nelle scuole. Una proroga al 30 aprile 2014 è prevista anche per la revoca dei finanziamenti relativi all'edilizia scolastica, nel caso di mancato affidamento dei lavori. L'articolo 20 reca disposizioni in favore delle zone dell'Abruzzo colpite dal sisma dell'aprile 2009.

Nella seduta pomeridiana di ieri si è conclusa la discussione generale ed è iniziata la votazione degli emendamenti, che sono stati tutti respinti.

Contro il provvedimento hanno svolto dichiarazione di voto finale i sen. Silvana Comaroli (LN-Aut), Barani (GAL), Ornella Bertorotta (M5S), Ceroni (FI-PdL). Le opposizioni hanno censurato la pratica della reiterazione di decreti non convertiti dal Parlamento. Nel merito, la Lega Nord avversa un provvedimento che aumenta le imposte, prevede sanatorie e privilegi per Roma e Napoli, penalizza i comuni virtuosi. Secondo GAL il provvedimento ha carattere clientelare, foraggiando i comuni male amministrati dal centrosinistra. Movimento 5 Stelle è critico nei confronti di un decreto confuso che dispone sanatorie, annulla il giudizio della Corte dei conti, trasferisce alla gestione commissariale la massa passiva del comune di Roma senza intervenire sulle cause strutturali del dissesto. Forza Italia ritiene inaccettabili l'aumento della tassazione sulla casa e la violazione della legge contabilità legata alla mancata quantificazione delle partite debitorie della capitale.

In dissenso dal Gruppo, il sen. Di Maggio (PI) ha votato contro un decreto con il quale il Presidente del Consiglio Renzi ricambia i favori politici ricevuti dal sindaco di Roma.

Hanno svolto dichiarazione di voto finale a favore del provvedimento, i sen. Maran (SC), Fravezzi (Aut-PSI), Uras (Misto-SEL), Mancuso (NCD), Di Biagio (PI), Sangalli (PD).

Scelta Civica, pur manifestando perplessità sul taglio emergenziale del provvedimento, apprezza il miglioramento delle norme sul processo di ristrutturazione di Roma capitale. Anche Nuovo centrodestra approva le norme sulla ricognizione delle cause strutturali del disavanzo e sul piano triennale di rientro, che impediscono di equiparare l'intervento per Roma ad un'operazione di salvataggio; il Gruppo auspica inoltre una revisione organica dei tributi locali. Il Gruppo delle Autonomie saluta positivamente la disciplina più puntuale di Tasi e Tari, lamenta però la mancata adozione di un unico provvedimento in materia fiscale. Più critici i Popolari per l'Italia, che invitano il sindaco di Roma a varare un piano di dismissioni delle società partecipate per conseguire risparmi. SEL difende il decreto, sottolineando la specificità politica, culturale e religiosa del comune di Roma; ma denuncia la mancata adozione di norme per gli eventi calamitosi della Sardegna. Secondo il PD il decreto segna un cambio di passo, mediando istanze di risanamento e di responsabilizzazione.

L'Assemblea ha poi approvato il parere favorevole, espresso dalla Commissione affari costituzionali, sulla sussistenza dei presupposti costituzionali in ordine al ddl n. 1464 di conversione del decreto-legge per il rilancio dell'occupazione (decreto lavoro).

Contro la sussistenza dei requisiti di necessità e urgenza sono intervenuti i sen. Loredana De Petris (Misto-SEL), Crimi (M5S), Patrizia Bisinella. SEL e M5S considerano la liberalizzazione dei contratti a termine, sganciati da esigenze di lavoro temporaneo, una forma di espansione della precarietà che contrasta con i diritti costituzionali e con la normativa europea. La Lega Nord, che chiede l'abrogazione della legge Fornero, considera il decreto inefficace contro la disoccupazione. In difesa del decreto è intervenuto il sen. Sacconi (NCD). In nome di un'opposizione responsabile e costruttiva, la sen. Bernini (FI-PdL) ha annunciato l'astensione di Forza Italia.

E' stato approvato anche il parere favorevole della 1a Commissione sulla sussistenza dei presupposti costituzionali in ordine al ddl di conversione n. 1465 su competitività e giustizia sociale (decreto Irpef). Contro il parere della Commissione è intervenuto il sen. Zanettin (PdL): il decreto viola il principio di eguaglianza, limitando il beneficio fiscale ad una sola categoria di lavoratori.

Su proposta della sen. Ghedini (PD) è stato rinviato l'esame del ddl n. 112 sulla responsabilità disciplinare dei magistrati.

(La seduta è terminata alle ore 14:20 )



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