Martedì 28 Ottobre 2014 - 340ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 16:31)

In apertura di seduta il Presidente Grasso ha comunicato le integrazioni al calendario dei lavori approvate dalla Conferenza dei Capigruppo. Nella seduta di giovedì prossimo sarà discussa la relazione del Governo sugli obiettivi programmatici di finanza pubblica. La prossima settimana saranno esaminati il decreto sulla ripresa delle attività produttive e, ove concluso dalla Commissione, il decreto sulla responsabilità dei magistrati. L'Assemblea ha respinto la proposta di modifica, avanzata dal sen. Airola (M5S), di introdurre il pacchetto anticorruzione e il ddl di istituzione di una Commissione d'inchiesta sul dissesto di Monte dei Paschi di Siena. La sen. De Petris (SEL) e il sen. Romani (FI-PdL) hanno chiesto la votazione a maggioranza assoluta dello scostamento dall'obiettivo di medio termine e tempi adeguati di esame del decreto sblocca Italia. Secondo il sen. Zanda (PD) le modalità di voto della Nota di aggiornamento al DEF dipendono dai contenuti del documento.

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 1119 e connessi, recante "modifiche alla legge 8 febbraio 1948 n. 47, al codice penale e al codice di procedura penale in materia di diffamazione, diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante", già approvato dalla Camera dei deputati.

Nella seduta del 9 ottobre la relatrice Filippin (PD) ha illustrato il testo proposto dalla Commissione, che ha l'obiettivo di coniugare la tutela della libertà di informazione con il diritto del cittadino a non essere diffamato.

L'articolo 1 estende l'ambito di applicazione della legge sulla stampa sia alle testate giornalistiche on-line sia a quelle radiotelevisive; modifica la disciplina della rettifica; ridefinisce le sanzioni relative alla diffamazione a mezzo stampa eliminando la pena della reclusione. La Commissione giustizia ha precisato la disciplina della rettifica, prevedendo che essa debba essere pubblicata gratuitamente, senza commento e senza titolo. L'articolo 2 prevede la responsabilità del direttore del quotidiano o di altro mezzo di diffusione, se il delitto è conseguente alla violazione dei doveri di vigilanza sul contenuto della pubblicazione. Elimina inoltre la pena della reclusione per l'ingiuria, prevedendo la sanzione della multa fino ad un massimo di 5.000 euro. L'articolo 3, introdotto dalla Commissione, reca ulteriori misure a tutela del soggetto diffamato, prevedendo l'eliminazione da siti internet e motori di ricerca di contenuti diffamatori o dati personali trattati in violazione di legge. L'articolo 4 introduce una norma che consente al giudice di infliggere un'ulteriore condanna al querelante nel caso di sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste o perché l'imputato non lo ha commesso. L'articolo 5 estende la disciplina del segreto professionale anche ai giornalisti pubblicisti iscritti all'albo.

La discussione generale si è conclusa con l'intervento del sen. Lumia (PD). In sede di replica, la relatrice Filippin (PD) ha negato che il ddl tenda a imbavagliare la stampa: obiettivo del legislatore è sostituire la pena detentiva con la pena pecuniaria ed estendere il reato di diffamazione alle testate giornalistiche on-line e radiotelevisive. La relatrice ha, infine, posto l'accento sull'introduzione del diritto all'oblio all'articolo 3. Il Sottosegretario di Stato per la giustizia Ferri ha evidenziato positivamente le norme sulla responsabilità del direttore e del giornalista, sulla delega della funzione di controllo, sull'obbligo di rimuovere contenuti diffamatori da siti internet e motori di ricerca.

Su richiesta di FI-PdL, che ha invocato una tutela maggiore del cittadino diffamato, la relatrice ha ritirato l'emendamento 1.600, che attribuiva la competenza, per il delitto di diffamazione commesso mediante comunicazione telematica, al giudice del luogo di registrazione della testata.

All'articolo 1 sono stati approvati gli emendamenti 1.21, a prima firma della sen. Fucksia (M5S), e 1.111 (testo 2), a prima firma del sen. Casson (PD). L'articolo 2 è stato approvato senza emendamenti. E' stato respinto l'emendamento di M5S volto ad abrogare il reato di vilipendio del Capo dello Stato. Anche l'articolo 3 è stato approvato senza modifiche. All'articolo 4 sono stati approvati gli emendamenti 4.100 (testo 2), che prevede una sanzione in caso di lite temeraria, e 4.103 (testo 2). All'articolo 5 non sono stati approvati emendamenti.

In sede di dichiarazione di voto finale, il sen. Susta (SC) ha annunciato voto favorevole, il sen. D'Anna (GAL) ha annunciato l'astensione.

(La seduta è terminata alle ore 20:02 )



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