Mercoledì 12 Novembre 2014 - 350ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 16:33)

L'Assemblea ha approvato, con le modifiche chieste dal Governo, le mozioni sul futuro dello stabilimento Acciai Speciali Terni-AST presentate da PD, SEL, LN e FI. Della mozione di M5S è stata accolta soltanto una parte.

La mozione n. 300 (testo 2) del PD impegna il Governo: ad adottare iniziative per promuovere la realizzazione di un piano industriale da parte della multinazionale tedesca che preveda mantenimento della capacità produttiva integrata, investimenti per rafforzare i volumi produttivi, potenziamento della rete commerciale, salvaguardia dell'occupazione; a promuovere iniziative in sede europea per richiamare il valore strategico che AST Terni ricopre per l'economia nazionale; a richiamare ThyssenKrupp al rispetto degli impegni su investimenti, competitività e concorrenza; ad attivare interventi di sostegno alla reindustrializzazione dell'area ternana; a valutare l'opportunità di un possibile coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti. La mozione n. 338 (testo 2) di SELimpegna il Governo a promuovere in sede europea iniziative per porre un punto fermo e di rilancio del settore siderurgico attraverso un piano europeo per l'acciaio; a richiedere alla Commissione europea di verificare il comportamento della ThyssenKrupp rispetto agli impegni di investimento; ad assumere iniziative per promuovere accordi basati su un solido piano industriale, che garantisca l'integrità del sito ternano in tutte le articolazioni produttive e la sua strategicità nel mercato mondiale. La mozione n. 339 (testo 2) della Lega Nord impegna il Governo ad arrivare alla definizione di un nuovo piano industriale nella concertazione in corso; a valutare la possibilità di adottare modalità contrattuali alternative, quali i contratti di solidarietà; ad intervenire sul fronte dell'approvvigionamento energetico per abbattere i costi; ad adoperarsi perché l'Unione europea tuteli il valore strategico nazionale di AST per l'economia italiana; a rilanciare l'industria siderurgica italiana; a scoraggiare fenomeni di delocalizzazione industriale. La mozione mozione n. 341 (testo 2) di Forza Italia impegna il Governo ad adottare un'azione più incisiva per rimuovere le posizioni unilaterali dell'azienda; ad instradare un contraddittorio tra i vertici della ThyssenKrupp ed il management di AST per salvaguardare le produzioni; a sollecitare una discussione in sede europea per rilanciare la competitività industriale europea; a scongiurare la possibilità di nuovi scontri di piazza tra le forze dell'ordine e i lavoratori. La parte approvata della mozione n. 327 (testo 3) di Movimento 5 Stelle impegna il Governo a mantenere aperto il tavolo istituzionale; a promuovere una mediazione tra azienda e sindacati per il mantenimento dei livelli occupazionali, l'integrazione dei livelli di sicurezza, altre forme di sostegno alla mobilità; a utilizzare gli strumenti del fondo strategico italiano e del programma europeo Horizon; a preservare i livelli tecnologici degli impianti; ad operare per un rilancio a livello commerciale. E' stata invece respinta la parte che impegnava a dichiarare lo stabilimento di AST Terni stabilimento di interesse strategico nazionale; a valutare l'opportunità di un commissariamento dell'azienda; a introdurre nella legislazione italiana l'obbligo di criteri di valutazione per stimare rischi ambientali e attività di bonifica e l'obbligo di stipula di assicurazione per danni ambientali e sanitari da parte delle aziende.

Nella seduta antimeridiana i sen. Gianluca Rossi (PD), Lucidi (M5S), De Cristofaro (SEL), Consiglio (LN) e Pelino (FI-PdL) hanno illustrato le rispettive mozioni e ha avuto inizio la discussione, che si è conclusa con l'intervento del sen. Santini (PD).

In replica il Sottosegretario di Stato per lo sviluppo De Vincenti ha ripercorso la vicenda delle acciaierie di Terni, che è tornata di proprietà della ThyssenKrupp a seguito della decisione della Commissione europea di imporre alla Outokompu, per abuso di posizione dominante, di cedere la proprietà dello stabilimento. Da settembre è ripreso un confronto tra azienda, rappresentanze sindacali e Governo, il quale ha avanzato una proposta di mediazione che non è stata accettata. Nell'ultimo confronto sono previsti investimenti sulla linea a caldo, riduzione degli esuberi, potenziamento commerciale: il 6 novembre l'azienda ha dichiarato di voler mantenere l'operatività dei due forni e ha accettato l'invito a pagare gli stipendi; ieri, martedì 11 novembre, ha confermato modifiche al piano industriale. Il Governo ha riconvocato un tavolo con le parti sociali per superare le rigidità ed evitare un'escalation pericolosa. Il Sottosegretario De Vincenti ha accolto, con modifiche, le mozioni n. 300 del PD, n. 338 di SEL, n. 339 della Lega Nord, n. 341 del PdL. Ha accolto parzialmente la mozione di M5S, escludendo l'ipotesi di dichiarare lo stabilimento di interesse strategico e di commissariare l'azienda.

Nelle dichiarazioni di voto finali hanno preso la parola i sen. Candiani (LN), che non ha auspicato la nazionalizzazione dell'impianto ma un mutamento degli indirizzi a livello europeo; Barozzino (SEL), che ha giudicato deboli e insufficienti gli stanziamenti e il piano industriale di quattro anni presentato dall'azienda. Il sen. Luciano Rossi (NCD) ha ricordato che la prima cessione delle acciaierie di Terni a ThyssenKrupp fu un regalo alla società tedesca; il sen. Malan (FI-PdL) ha invitato il Governo ad adoperarsi affinché muti l'approccio europeo in tema di concorrenza e sia salvaguardato un settore strategico; il sen. Tomaselli (PD) ha insistito sulla necessità di un futuro competitivo per la siderurgia italiana.

Il sen. Martelli (M5S) ha criticato la decisione originaria di cedere le acciaierie di Terni a grandi società straniere interessate a spostare le produzioni migliori in altri Paesi; ha insistito inoltre sulla necessità di garantire reddito piuttosto che occupazione, richiamando le problematiche ambientali e sanitarie legate al polo siderurgico di Terni e invitando lo Stato a tracciare un percorso di riconversione verso una produzione sostenibile.

E' stato eletto segretario il sen. Scoma (FI-PdL).

In apertura di seduta, il Presidente di turno Gasparri ha ricordato, in occasione dell'undicesimo anniversario della strage di Nassiriya, i caduti militari e civili delle missioni internazionali.

In relazione agli incidenti avvenuti nella seduta pomeridiana di mercoledì 5 novembre, in cui è stato approvato il decreto sblocca Italia, il Consiglio di Presidenza ha deciso sanzioni nei confronti dei senatori del Gruppo M5S. La misura più pesante è l'interdizione a partecipare alle sedute per 10 giorni, comminata ai sen. Puglia e Blundo. Il sen. Falanga (FI-PdL) ha rilevato che l'interdetta partecipazione ai lavori ad un elevato numero di senatori altera la composizione dell'Assemblea; ha chiesto quindi la convocazione della Giunta del Regolamento per decidere le modalità di esecuzione delle sanzioni. Anche secondo la sen. Bignami (Misto), la quale ha criticato il metodo scelto da M5S pur condividendo le critiche di merito, le sanzioni alterano delicati equilibri parlamentari. Il sen. Gaetti (M5S) ha osservato che nessuna sanzione è stata comminata al Governo per la mancata consegna di un allegato sulla convenzione per le autostrade. In apertura di seduta il sen. Airola (M5S) ha lamentato il fatto che importanti decisioni del Consiglio di Presidenza siano state prese in assenza di un rappresentante di M5S. La sen. Nugnes (M5S), nel sottolineare che il voto di fiducia è stato ritardato e non impedito, ha rivendicato il diritto alla resistenza contro atti che violino le libertà fondamentali.

(La seduta è terminata alle ore 19:46 )



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