Assemblea

ORDINE DEL GIORNO

Giovedì 23 maggio 2024

alle ore 9

193a Seduta Pubblica

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ORDINE DEL GIORNO

I. Seguito della discussione dei disegni di legge costituzionale:

Modifiche agli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l'abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica (935)

- RENZI e altri. - Disposizioni per l'introduzione dell'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri in Costituzione (830)

(prima deliberazione del Senato) (eventuale voto finale con la presenza del numero legale)- Relatore BALBONI

II. Interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 151-bis del Regolamento(testi allegati) (alle ore 15)



INTERROGAZIONE SULL'AGGIORNAMENTO DELLE GRADUATORIE DI TERZA FASCIA DEL PERSONALE ATA

(3-01166) (22 maggio 2024)

MURELLI, ROMEO - Al Ministro dell'istruzione e del merito - Premesso che:

il personale ATA costituisce una risorsa fondamentale e indispensabile, in quanto svolge una molteplicità di compiti essenziali per il corretto funzionamento dell'istituzione scolastica;

il medesimo personale si è dimostrato indispensabile per supportare le istituzioni scolastiche impegnate nell'attuazione dei progetti PNRR e in quelli volti a contrastare la dispersione scolastica e ridurre i divari territoriali nelle regioni del Mezzogiorno;

in ambito scolastico, le graduatorie del personale ATA con almeno 24 mesi di servizio, come previsto dall'articolo 554 del decreto legislativo n. 297 del 1994, sono graduatorie permanenti di prima fascia, stilate annualmente su base provinciale, da cui si attinge per le supplenze annuali e alle quali attualmente è possibile presentare domanda di inserimento fino al 30 maggio 2024;

diversamente, invece, le graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia del personale ATA sono aggiornate con cadenza triennale e sono utilizzate per il conferimento delle supplenze temporanee, e l'ultimo aggiornamento è stato effettuato con decreto ministeriale n. 50 del 2021;

si era ventilata l'ipotesi di procrastinare di un altro anno la validità delle graduatorie qualora le stesse non fossero disponibili entro il prossimo 31 agosto. Tale slittamento si è, poi, tramutato nella possibilità di estendere, anche per chi si iscrive per la prima volta, l'acquisizione entro un anno della nuova certificazione di alfabetizzazione informatica;

da una prima bozza di decreto, che è circolata nei mesi scorsi, si prevedeva l'apertura della finestra temporale per la presentazione delle domande, dal 20 maggio al 20 giugno;

mentre, dagli ultimi aggiornamenti circolati tramite gli organi di stampa, si è appreso che la bozza di decreto di aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia del personale ATA (triennio scolastico 2024/2027) prevede, quale temine per la presentazione delle istanze di inserimento, aggiornamento o conferma, la finestra temporale dal 28 maggio al 28 giugno;

tuttavia, ad oggi, non è stato ancora pubblicato il testo definitivo del decreto ministeriale, affinché l'amministrazione possa mettere a punto le relative procedure con tempi e modalità consone all'emanazione dei bandi,

si chiede di conoscere quali siano i tempi di pubblicazione del decreto ministeriale di aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia del personale ATA e, più in generale, quali azioni il Ministro in indirizzo abbia posto in essere per valorizzare le figure di cui in premessa.


INTERROGAZIONE SULLO STATO DI AVANZAMENTO DEI PROGETTI RELATIVI ALL'ISTRUZIONE DA REALIZZARE CON I FONDI DEL PNRR

(3-01165) (22 maggio 2024)

BUCALO, MALAN, SPERANZON, MARCHESCHI, COSENZA, IANNONE, MELCHIORRE - Al Ministro dell'istruzione e del merito - Premesso che:

nei giorni scorsi è stato reso pubblico il focus "Il PNRR per la scuola e l'università: a che punto siamo?", nato dalla collaborazione fra fondazione Agnelli e fondazione Astrid;

il focus avrebbe evidenziato un ritardo significativo nella spesa dei fondi assegnati dal piano nazionale di ripresa e resilienza al settore dell'istruzione;

secondo il rapporto, infatti, su un totale di 20 miliardi di euro assegnati, sarebbero stati spesi solamente 3,3 miliardi, cosa che solleverebbe preoccupazioni sulla tempestività e sull'efficacia dell'utilizzo di queste risorse cruciali per il settore educativo e scientifico;

inoltre, sempre secondo il rapporto, sembrerebbe che la rimodulazione del PNRR abbia modificato le tempistiche delle misure di investimento e in alcuni casi rivisto al ribasso le cifre;

il rapporto sostiene che anche le riforme più ambiziose come quelle su formazione, orientamento e formazione tecnico-professionale risulterebbero aver, in parte, modificato la loro sostanza e che la spesa effettivamente sostenuta si attesterebbe al 17 per cento circa degli stanziamenti,

si chiede di sapere quale sia lo stato di avanzamento dei progetti PNRR relativi all'istruzione e come si pensi di raggiungere gli obiettivi nei tempi previsti e con la qualità adeguata.


INTERROGAZIONE SUI LIMITI ALL'INSTALLAZIONE DI PANNELLI FOTOVOLTAICI NEI TERRENI A DESTINAZIONE AGRICOLA

(3-01167) (22 maggio 2024)

FREGOLENT, BORGHI Enrico - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica - Premesso che:

l'articolo 4-ter del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 febbraio 2024, n. 11, ha previsto il raddoppio delle trattenute (da 10 a 20 euro a pannello) applicate dal gestore dei servizi energetici per la copertura dei costi di gestione degli impianti fotovoltaici che beneficiano del conto energia, col chiaro intento di spingere gli operatori all'adesione a un sistema collettivo, ma con chiaro effetto disincentivante per chi non volesse esercitare tale opzione;

con l'articolo 5 del decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, si è reso estremamente difficile e gravosa la collocazione di impianti fotovoltaici all'interno delle aree agricole;

l'Italia si è impegnata e si sta impegnando a livello europeo per garantire l'installazione di più di 130 gigawatt di impianti di produzione di energie rinnovabili entro il 2023, di cui circa almeno 80 gigawatt derivanti da impianti fotovoltaici, rendendo evidente l'impellenza dell'implementazione dell'agrivoltaico;

l'approccio, che obbliga a soluzioni significativamente onerose, rischia di causare un vero e proprio "effetto domino", per l'incremento dei costi per la realizzazione dei nuovi impianti e in termini di aggravi amministrativi e normativi, rischiando di pregiudicare i target fissati per la produzione di energie rinnovabili previsti per l'anno 2023;

gli obiettivi di transizione energetica e verde rappresentano uno dei 6 pilastri del piano nazionale di ripresa e resilienza e rappresentano una delle priorità del capitolo del REPowerEU, inserito nella revisione del PNRR nazionale: priorità per le quali le istituzioni europee hanno stanziato miliardi di euro, di cui il nostro Paese ha ampiamente beneficiato, portando numerose imprese ad investire pesantemente nel settore e che ora rischiano di vedere pregiudicate le proprie aspettative e il proprio affidamento per via del repentino cambio di strategia perseguito dal Governo,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che le misure richiamate e, in generale, l'approccio fatto proprio dal Governo sul piano dello sviluppo delle energie rinnovabili tramite impianti fotovoltaici e se non ritenga che tale cambio di strategia non rischi di pregiudicare il conseguimento degli obiettivi fatti propri dall'Italia a livello europeo.

INTERROGAZIONE SULLE MISURE PER INCENTIVARE LA PRODUZIONE DI BIOMETANO

(3-01168) (22 maggio 2024)

GASPARRI, DAMIANI, DE ROSA, FAZZONE, GALLIANI, LOTITO, OCCHIUTO, PAROLI, RONZULLI, ROSSO, SILVESTRO, TERNULLO, ZANETTIN - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica - Premesso che l'investimento 1.4 "Sviluppo del biometano, secondo criteri per promuovere l'economia circolare" del PNRR si propone di sostenere la realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biometano e di riconvertire e migliorare l'efficienza degli impianti di biogas agricoli esistenti verso la produzione di biometano per i trasporti, il settore industriale e il riscaldamento. Il biometano prodotto deve essere conforme ai criteri stabiliti dalla direttiva (UE) 2018/2001 sulle energie rinnovabili (direttiva RED II), affinché la misura possa rispettare il principio di "non arrecare un danno significativo" e i pertinenti requisiti di cui all'allegato VI, nota 8, del regolamento (UE) n. 2021/241;

considerato che:

il target previsto dalla misura è la produzione di almeno 2,3 miliardi di metri cubi di biometano entro fine giugno 2026;

il decreto ministeriale 15 settembre 2022 ha il fine di promuovere l'incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale attraverso un sostegno in conto capitale (pari al massimo al 40 per cento delle spese sostenute) e un incentivo in conto energia (tariffa incentivante applicata alla produzione netta di biometano); possono beneficiare degli incentivi previsti dal decreto ministeriale gli impianti di produzione di biometano di nuova realizzazione, agricoli o a rifiuti, e gli interventi di riconversione a biometano (totale o parziale) di impianti agricoli esistenti di produzione di elettricità alimentati da biogas,

si chiede di sapere quale sia lo stato di attuazione della misura, che risulta fondamentale per accompagnare il comparto agricolo nel suo percorso verso una decarbonizzazione sostenibile.

INTERROGAZIONE SUL SOSTEGNO ALL'INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER I NUCLEI FAMILIARI DISAGIATI

(3-01163) (22 maggio 2024)

TREVISI - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica - Premesso che:

la delibera CIPE n. 7 del 17 marzo 2020, recante "Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 Piano operativo imprese e competitività. Modifica ed integrazione finanziaria finalizzata a misure per il reddito energetico", ha stabilito l'assegnazione di 200 milioni di euro a carico delle annualità 2024 e 2025 in favore del piano operativo imprese e competitività FSC 2014-2020, oggi piano di sviluppo e coesione, per l'istituzione di un fondo, denominato fondo nazionale per il reddito energetico da destinare all'installazione di impianti fotovoltaici ad uso domestico, con l'obiettivo di sostenere l'autoconsumo energetico e di favorire la diffusione delle energie rinnovabili, destinato prioritariamente in favore di soggetti e famiglie in condizioni di disagio economico;

il Gestore dei servizi energetici S.p.A. (GSE) è il soggetto designato ad attuare gli strumenti di incentivazione degli impianti fotovoltaici, nonché la gestione commerciale dell'energia elettrica immessa in rete;

il reddito energetico è stato, altresì, oggetto anche di leggi regionali, tra cui la legge della Regione Puglia 9 agosto 2019, n. 42, con la quale si prevede che la Regione Puglia acquisti e metta a disposizione impianti rinnovabili da installare sulle abitazioni di persone disagiate o di condomini, in comodato d'uso, come misura di contrasto alla povertà e di sviluppo delle energie rinnovabili;

in 8ª Commissione permanente (Ambiente) del Senato della Repubblica è in corso l'esame del disegno di legge (Atto Senato n. 334) sul reddito energetico di cui l'interrogante è primo firmatario;

considerato che:

l'8 agosto 2023 è stato pubblicato il decreto del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, con il quale è stato istituito il fondo nazionale reddito energetico, con l'obiettivo di agevolare i nuclei familiari in condizione di disagio economico per l'installazione di impianti fotovoltaici realizzati in assetto di autoconsumo. La quota eccedente sarà resa disponibile per 20 anni al GSE che la utilizzerà a sua volta per finanziare il fondo senza alcuna remunerazione economica per il beneficiario;

l'articolo 3 del citato decreto prevede, al comma 1, lettere b) e c), rispettivamente la realizzazione da parte del GSE di una piattaforma informatica digitale per l'acquisizione delle istanze di accesso alle agevolazioni, per la rendicontazione e il monitoraggio dei risultati conseguiti, per la gestione delle transazioni economiche del fondo e la pubblicazione dei bandi per la presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni sul proprio sito istituzionale. Ad oggi tali misure non sono state ancora realizzate,

si chiede di sapere quale sia la tempistica entro cui saranno adottate le misure di cui all'articolo 3 del decreto ministeriale citato in premessa.


INTERROGAZIONE SULLE MISURE DI PREVENZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO ED IL RISTORO DEI DANNI DA MALTEMPO

(3-01169) (22 maggio 2024)

MALPEZZI, BOCCIA, PARRINI, MANCA - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica - Premesso che:

tra il 1980 e il 2022, secondo gli ultimi dati di uno studio Censis-Confcooperative, i cambiamenti climatici hanno provocato danni in Italia per oltre 111 miliardi di euro: 57,1 per alluvioni, 30,6 per ondate di calore, 15,2 miliardi per le precipitazioni, 8,2 miliardi per siccità, incendi boschivi e ondate di freddo;

si tratta di cifre che crescono esponenzialmente con il passare degli anni: si parla di 42,8 miliardi di euro solo dal 2017 al 2022, mentre nel solo 2022 oltre 17 miliardi di euro, pari allo 0,9 del PIL;

secondo le ultime indagini, nel 2021 sono saliti a 94 su 100 i comuni italiani a rischio di dissesto idrogeologico ed erosione costiera, in tutto 7.423 comuni, per un aumento che si riflette sia sulle aree potenzialmente soggette a frane (aumento del 4 per cento sul 2017), sia su quelle esposte ad alluvioni (incremento del 19 per cento). Il pericolo riguarda l'intera penisola, e risultano in aumento anche le zone di massimo rischio. Complessivamente, sono 8 milioni gli italiani che vivono in territori particolarmente vulnerabili;

considerato che:

in questo contesto di straordinaria gravità, il Governo ha praticamente dimezzato i fondi disponibili per il contrasto al dissesto idrogeologico. Il piano nazionale di ripresa e resilienza, infatti, prevedeva originariamente di destinare al contrasto del dissesto 2,49 miliardi di euro (missione 2, componente 4, investimento 2.1), mentre il nuovo PNRR ne cancella 1,287 miliardi, proprio quando il Paese è colpito sempre più spesso e sempre più intensamente da gravi episodi di maltempo;

le scelte operate dal Governo appaiono dunque tanto devastanti quanto insensate alla luce di quanto avvenuto nel nostro Paese nell'arco di un solo anno: solo per citare i fatti più gravi, nel maggio 2023 con l'alluvione che ha colpito Emilia-Romagna, Marche e Toscana, nell'estate scorsa con gli eventi meteorologici estremi che hanno interessato la Lombardia, in novembre 2023 con gli eventi alluvionali che hanno colpito ampie zone della Toscana, e il 15 maggio 2024 con l'alluvione che, ultimo in ordine di tempo ma non di gravità, ha colpito Milano, i comuni limitrofi e vaste aree della Lombardia, provocando conseguenze devastanti sul territorio con precipitazioni che non si registravano da oltre 170 anni (in 15 ore pari a quelle dell'intero mese di maggio);

le intense piogge, che hanno interessato quasi il 30 per cento del territorio lombardo, hanno causato esondazioni dei fiumi Lambro, Seveso e Sillaro, dei torrenti Trobbia e Molgora, determinando gravi disagi per la popolazione residente e danni ingenti alle abitazioni, alle infrastrutture, alle industrie e agli esercizi commerciali, con centri abitati isolati, famiglie ancora oggi sfollate e strade inagibili; sono stati soccorsi bambini nelle scuole per l'infanzia dalle forze dell'ordine e 200 sono stati gli interventi dei vigili del fuoco;

22 Comuni colpiti dalle alluvioni hanno già avanzato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale, pur se gli ingentissimi danni non sono stati ancora quantificati con precisione, essendo appena iniziata, per cause di forza maggiore, l'opera di ricognizione;

per quanto riguarda l'alluvione di novembre 2023 in Toscana, invece, la stima dei danni ammonta a 2,7 miliardi di euro, secondo i dati dell'Istituto regionale per la programmazione economica (IRPET), mentre le risorse stanziate dal Governo per i territori colpiti ammonterebbero a soli 255,7 milioni di euro, più 88,5 milioni stanziati recentemente, a fine aprile; in ogni caso i risarcimenti statali, nettamente inferiori ai danni, non risultano ancora trasferiti alla struttura commissariale e non possono pertanto essere avviate le procedure di sostegno alle famiglie e alle imprese; secondo quanto reso noto dai sindaci, moltissime imprese e famiglie, ancora in difficoltà e con negozi o abitazioni ancora inagibili, avrebbero ricevuto soltanto le erogazioni stanziate dalla Regione e dagli stessi enti locali; si tratta di una situazione insostenibile a 7 mesi dalle alluvioni;

ancor peggiore, se possibile, l'evoluzione della situazione in Emilia-Romagna, dove ad un anno dall'alluvione, con 20.000 sfollati e 10 miliardi di euro di danni stimati, le "passerelle" del Governo hanno riguardato tutti i Ministri ma la stragrande maggioranza dei cittadini non ha visto rimborsi; in particolare, nonostante le promesse fatte, manca ancora il provvedimento che riconosce i rimborsi per i beni mobili danneggiati, ed in un'alluvione il danno per le famiglie parte principalmente da questi;

le situazioni di emergenza vissute in troppe occasioni dai cittadini del nostro Paese rendono evidente l'importanza, in primo luogo, di politiche e interventi mirati a prevenire e gestire in modo efficace il dissesto idrogeologico ed i rischi connessi, e la necessità, in secondo luogo, di garantire che a questo scopo siano destinate risorse adeguate, sia per la prevenzione delle emergenze che per il ristoro dei danni una volta che esse si siano verificate, al fine di garantire la sicurezza, il benessere e la ripartenza delle comunità colpite; in definitiva, chiariscono la necessità di almeno ripristinare l'ammontare di risorse che il PNRR destinava al contrasto del dissesto idrogeologico,

si chiede di sapere:

con quali tempistiche il Ministro in indirizzo intenda avviare la verifica accurata dei danni causati dall'alluvione del 15 maggio 2024 sul territorio lombardo e garantire conseguentemente la messa a disposizione delle risorse per il sostegno della popolazione colpita e delle imprese danneggiate nonché per la ricostruzione delle infrastrutture;

quante risorse siano state effettivamente stanziate per il ristoro dei danni a cittadini e imprese e per le opere di ricostruzione a seguito dell'alluvione di novembre 2023 in Toscana, quali siano i motivi che hanno determinato oggettivi e inqualificabili ritardi sulla tempistica delle erogazioni e in quali tempi e modalità il Governo intenda reperire le ulteriori e necessarie risorse atte a garantire ristori adeguati a famiglie ed imprese e iniziare la ricostruzione;

se si intenda stanziare in tempi rapidi adeguate risorse per il ristoro dei danni ai beni mobili danneggiati a seguito dell'alluvione in Emilia-Romagna, e mantenere così le promesse fatte alla popolazione colpita;

con quali modalità il Governo intenda garantire che, in occasione degli eventi catastrofici di dissesto che con sempre maggior frequenza interessano il nostro Paese, in tempi congrui i cittadini e le imprese si vedano riconosciuti i necessari ristori e sia assicurata la ricostruzione delle zone colpite;

se si intenda garantire il ripristino dell'intero ammontare delle risorse destinate inizialmente dal PNRR al contrasto del dissesto idrogeologico, al fine di prevenire il verificarsi di nuove catastrofiche alluvioni con il loro portato di danni, lutti e distruzione.



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