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89ª Seduta pubblica

Giovedì 7 febbraio 2019 alle ore 09:35

Comunicato di seduta

Con 185 voti favorevoli, 54 contrari e 4 astensioni, l'Assemblea ha approvato, in prima deliberazione, il ddl costituzionale n. 214 e connessi, recante modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero di parlamentari. Il testo passa alla Camera.

Il provvedimento, nel testo unificato proposto dalla Commissione, prevede la riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 e del numero dei senatori eletti da 315 a 200. Precisa inoltre che il numero dei senatori di nomina presidenziale non può essere superiore a cinque. La modifica costituzionale si applica dal primo scioglimento o cessazione delle Camere, ma non prima di sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge.

Nella seduta di ieri, dopo la replica del relatore, è iniziato l'esame dell'articolato. Oggi sono stati respinti tutti gli emendamenti ad eccezione dell'emendamento 2.100 del relatore, che tiene conto delle Province autonome nella ripartizione dei seggi al Senato.

Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole, pur con diverse motivazioni, i sen. Durnwalder (Aut), La Russa (FdI), Calderoli (L-SP), Quagliariello (FI-BP) e Perilli (M5S). Hanno dichiarato voto contrario i sen. Loredana De Petris (LeU) e Parrini (PD). Sono intervenuti in dissenso dal Gruppo i sen. Fantetti, Cangini (FI-BP) e De Bertoldi (FdI). Pur esprimendo qualche perplessità per la mancanza di una riforma organica, Aut ha manifestato apprezzamento per la tutela delle minoranze linguistiche. LeU ritiene invece inaccettabile la visione della democrazia quale mera voce di spesa. FdI ha comunque stigmatizzato l'atteggiamento propagandistico del Governo. Secondo il PD il ddl è emblema della cultura illiberale e autoritaria che unisce le due forze di maggioranza. L-SP ha rivendicato con orgoglio una riforma che persegue da tempo: i cittadini la confermeranno con convinzione in un eventuale quesito referendario. FI ha annunciato un'apertura di credito condividendo la ratio del provvedimento nell'auspicio che non si riveli un atto di antiparlamentarismo. Secondo M5S il ddl rientra nel disegno complessivo di riforme orientate al benessere collettivo.

L'Assemblea ha quindi avviato l'esame del ddl n. 881 recante disposizioni in materia elettorale.

Il relatore, sen. Giarruti (M5S), ha spigato che la finalità del ddl è rendere neutra la normativa elettorale per le Camere, indipendentemente dal numero dei parlamentari. In base allo schema proposto, quindi, eventuali modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione non richiederanno specifici interventi sulla normativa elettorale, altrimenti necessari. L'articolo 1 modifica gli articoli 1 e 83 del testo unico per l'elezione della Camera dei deputati, limitandosi ad individuare, per le diverse circoscrizioni per le quali la legge vigente indica il numero dei collegi uninominali, il rapporto frazionario la cui applicazione restituisce gli stessi numeri attualmente fissati. L'articolo 2 modifica gli articoli 1, 16-bis, 17, 20 e 21-ter del testo unico per l'elezione del Senato, mantenendo inalterato il sistema elettorale vigente e individuando, per le diverse circoscrizioni per le quali la legge vigente indica il numero dei collegi uninominali, il rapporto la cui applicazione restituisce gli stessi valori numerici attualmente previsti. L'articolo 3 prevede una delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali, che può essere esercitata solo qualora, entro 24 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sia approvata la modifica costituzionale per la riduzione del numero dei componenti delle Camere.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Collina (PD), Loredana De Petris (LeU), Vitali (FI-BP) e Maria Laura Mantovani (M5S). Il seguito dell'esame è rinviato ad altra seduta.

Alle ore 15 si è svolto il question time.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Fraccaro, in sostituzione del Ministro dell'ambiente, ha risposto all'interrogazione n. 478, illustrata dal sen. De Bonis), riguardante la composizione della commissione per la valutazione di impatto ambientale con riferimento al gasdotto TAP: anche se il rinvio al giudizio dell'ingegner Falappa non ha attinenza con la valutazione di impatto ambientale, il Ministero dell'ambiente ha chiesto all'avvocatura dello Stato se è applicabile la decadenza. Il Ministro Fraccaro ha risposto all'interrogazione n. 563, illustrata dal sen. Maffoni (FdI), riguardante la realizzazione di una nuova centrale termoelettrica in provincia di Brescia, segnalando che sono ancora in corso le procedure di valutazione ambientale (VIA e VAS). Il Ministro ha risposto anche all'interrogazione n. 582, illustrato dal sen. Buzzone (L-SP), riguardante la coerenza tra normativa italiana ed europea in materia di calendario venatorio: il Ministero dell'ambiente ha concluso nell'ottobre 2018 la revisione del calendario venatorio proprio per superare incongruenze con la normativa europea. Infine, il Ministro Fraccaro ha risposto all'interrogazione n. 585, illustrata dalla sen. L'Abbate (M5S), riguardante iniziative di contrasto al cambiamento climatico e ai suoi effetti, ricordando gli obiettivi del piano per la riduzione delle emissioni e le misure atte a conseguirli. Il Ministro della giustizia Bonfede ha risposto all'interrogazione n.560, illustrata dal sen. Steger (Aut), sulla mancata corresponsione agli ufficiali giudiziari delle quote di introiti erariali loro spettanti: il ritardo deriva dalla necessità di attuare un protocollo che rinvia alla competenza della Regione Trentino Alto Adige, ma il Ministero si riserva di procedere alla corresponsione anche sulla base di una bozza di protocollo. Il Ministro Bonafede ha poi risposto all'interrogazione n. 587, illustrata dalla sen. Conzatti (FI), riguardante l'affidamento delle funzioni di curatore e di liquidatore ai consulenti del lavoro: la riforma del diritto fallimentare ha inteso armonizzare la gestione della crisi di azienda con la tutela del lavoro e, in questa prospettiva, è stato ampliato lo spettro delle professionalità cui può attingere il giudice. Il Ministro per il Sud Barbara Lezzi ha risposto all'interrogazione n. 586, illustrata dalla sen. Bellanova (PD), sulle misure per il sostegno alla crescita economica del Mezzogiorno: il Governo in carica ha stanziato 4 miliardi per il fondo sviluppo e coesione e ha istituito una centrale di progettazione affinché le risorse siano effettivamente spese.

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