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Minerva Web
Rivista online della Biblioteca "Giovanni Spadolini"
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 31 - ottobre 2010

Osservatorio internazionale. Le organizzazioni internazionali governative. L'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO)

natoLa NATO (North Atlantic Treaty Organization) è un'organizzazione internazionale governativa regionale a carattere politico-militare.

Nasce nel 1949 alla fine del secondo conflitto mondiale con la firma a Washington D.C. del Trattato del Nord Atlantico (o Patto Atlantico) con il quale Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Portogallo, Italia, Norvegia, Islanda e Danimarca si impegnano alla reciproca assistenza e alla difesa collettiva in caso di aggressione militare e/o di minaccia all'integrità territoriale, all'indipendenza politica e alla sicurezza di ciascuno Stato membro da parte di un paese terzo (art. 5). Nel 1955 entra a far parte della Nato la Repubblica Federale Tedesca; la Spagna ne diventerà membro nel 1982. In seguito alla dissoluzione del Patto di Varsavia e all'adesione al Trattato del Nord Atlantico delle emergenti democrazie dell'Europa orientale, la NATO si compone attualmente di 28 Stati membri.

La storia dell'Organizzazione è strettamente correlata al contesto geopolitico in cui si è trovata, nel tempo, ad agire. Una sintesi significativa è data dall'evoluzione del concetto strategico ovvero da una serie di documenti che ne hanno caratterizzato nel tempo orientamenti e strategie. Costituita in funzione essenzialmente antisovietica, l'Alleanza Atlantica svolge un ruolo fondamentale per il mantenimento degli equilibri globali durante gli anni della "Guerra fredda". Sono di questo periodo quattro documenti strategici adottati rispettivamente nel 1950, 1952, 1957, 1968 nei quali si stabiliscono i principi della difesa collettiva, della deterrenza (incrementato nel quarto documento dall'introduzione dei concetti di flessibilità e di escalation) e della massive retaliation, unitamente alla creazione di una forza militare integrata sotto un comando centralizzato ai fini di un'eventuale azione militare.L'approccio politico, sebbene marginale in questi anni, è comunque presente in due rapporti dell'epoca: il Rapporto dei Tre Saggi del 1956 e il Rapporto Harmel del 1967. Nel primo si sottolinea la rilevanza della cooperazione economica, tecnica e scientifica tra gli Stati della Comunità Atlantica al fine di rinsaldare ed accrescere i vincoli di coesione e solidarietà politica necessari per una efficace difesa collettiva; il secondo ufficializza l'opzione della Nato per una politica di distensione e di dialogo tra Est e Ovest del mondo, ottenendo significativi risultati nella riduzione degli armamenti strategici. Con la fine dell'epoca dei blocchi contrapposti, si apre una nuova fase delle relazioni internazionali e, con essa, l'avvio di un profondo processo di revisione delle ragioni e degli obiettivi del Patto. Il nuovo concetto strategico, reso pubblico nel 1991 in occasione del Summit del Consiglio Atlantico tenuto nel mese di novembre a Roma, rappresenta il primo documento di non contrapposizione nel quale l'obiettivo della difesa collettiva trova, nelle forme della cooperazione, del dialogo e del partenariato, nella riduzione dell'armamento nucleare e nella gestione delle crisi, gli strumenti di elezione. La nuova impostazione verrà confermata ed ampliata con il documento del 1999, pubblicato in occasione del 50° anniversario della fondazione dell'Alleanza Atlantica. Con gli attentati terroristici del 2001 in occasione dei quali la Nato attiva per la prima volta l'articolo 5 del Trattato che porterà, nel 2003, all'intervento delle forze alleate in Afghanistan (Isaf), si inaugura un periodo di forte instabilità. Terrorismo, sabotaggio, proliferazione delle armi nucleari e di distruzione di massa, conflitti etnici, violazione dei diritti umani, ma anche instabilità politica, criminalità organizzata e crimini informatici, sicurezza energetica, cambiamenti climatici sono le nuove minacce globali che attentano alla sicurezza e alla pace internazionale. Con la "Dichiarazione sulla sicurezza atlantica" (DAS) il Summit di Strasburgo del 2009 ha accolto la sfida, indicando nella riforma delle strutture dell'Organizzazione e nel rafforzamento della cooperazione con tutti gli attori internazionali le linee guida per il futuro sviluppo dell'Alleanza Atlantica. In questa occasione è stato dato mandato al Segretario Generale di elaborare un nuovo concetto strategico. E' stato creato a tal fine un gruppo di 12 esperti, presieduto da Madeleine Albright, che il 17 maggio 2010 ha terminato i suoi lavori con un documento (Nato 2020: assured security; dynamic engagement) sul quale dovrà pronunciarsi il Consiglio Atlantico nel prossimo Summit di Lisbona.

La profonda trasformazione in atto ha comportato non soltanto la ridefinizione di obiettivi e strategie, ma anche un drastico ridimensionamento delle strutture organizzative della Nato nel quadro di un più generale processo di razionalizzazione e di ottimizzazione delle risorse in vista dei nuovi compiti spettanti all'Alleanza.

Organo di vertice è il Consiglio Nord Atlantico (NAC). Composto dai rappresentanti permanenti degli Stati membri dell'Alleanza, è la suprema istanza di decisione politica e di governo della Nato. Si riunisce in via ordinaria a livello di ambasciatori una volta la settimana, ma la sua composizione può variare con la partecipazione dei Ministri degli esteri o della difesa oppure dei Capi di Stato e di Governo a seconda del settore e della rilevanza delle questioni poste all'ordine del giorno. Sui temi in discussione, predisposti da appositi Comitati, il Consiglio decide per consensus. Concorrono al processo di decision-making sulle questioni strategiche e militari il Comitato Militare (MC) e il Gruppo di pianificazione nucleare (NPG).

Alla presidenza del Consiglio Atlantico (e di tutti i comitati deliberativi e dei principali Consigli di partenariato) è il Segretario Generale. Designato dai governi dei paesi membri per un periodo di quattro anni, rappresenta la massima carica esecutiva dell'Organizzazione. Ha potere di iniziativa e di direzione del processo consultivo e deliberativo interno all'Alleanza; è portavoce dell'Organizzazione e la rappresenta in tutti i consessi internazionali; mantiene relazioni costanti e dirette con le più alte cariche degli Stati membri e dei paesi partners. Nella sua attività è coadiuvato dal Segretario Generale Delegato, da un ufficio privato e da uno staff internazionale alle sue dirette dipendenze, articolato in specifiche divisioni.

Al vertice della struttura militare è il Comitato Militare. Esso è composto dai rappresentanti militari degli Stati membri che contribuiscono con le loro forze armate a costituire il comando integrato della Nato. Suprema autorità dell'Organizzazione sulle questioni strategico-militari, il Comitato stabilisce, in accordo con gli Alleati, le politiche militari da intraprendere, i concetti strategici da elaborare, le misure da adottare in caso di crisi internazionale o di guerra in atto. E' responsabile della corretta attuazione delle linee guida autorizzate dal Consiglio e della loro traduzione in specifiche disposizioni alle due principali strutture di comando strategico: l'Allied Command Operations (ACO), con sede a Mons in Belgio, che ha la responsabilità di tutte le operazioni militari alleate, e l'Allied Command Transformation (ACT), di stanza a Norfolk negli Stati Uniti, che ha il compito di coordinare il processo di trasformazione-formazione delle forze alleate rispetto al contesto geopolitico di riferimento. Il Comitato è assistito, nell'esercizio delle sue funzioni, da uno staff militare internazionale. La carica di Presidente del Comitato è attualmente ricoperta dall'Ammiraglio italiano Giampaolo di Paola.

Infine, un breve accenno all'Assemblea Parlamentare della Nato. Non si tratta di un organo interno dell'Organizzazione, ma di un organismo parallelo, di natura essenzialmente politica, in cui vengono dibattuti tutti gli orientamenti e le scelte delle politiche della Nato al fine di raggiungere un duplice risultato: influire sulle decisioni politico-militari del Consiglio, rappresentando le istanze dei Parlamenti degli Stati membri e portare a conoscenza di un pubblico più vasto le opzioni e le linee guida dell'azione politica e di sicurezza dell'Alleanza Atlantica. Il circuito informativo posto in essere dall'Assemblea parlamentare ha assunto un ruolo decisivo in epoca recente, rafforzando i rapporti di cooperazione e di partenariato tra Stati membri della Nato e paesi c.d. out of area euro-atlantica. L'Assemblea è composta dalle delegazioni parlamentari degli Stati membri, la cui attività è finalizzata all'adozione di risoluzioni e raccomandazioni che sono inviate al Consiglio Atlantico - per il tramite del Segretario Generale - e ai Parlamenti e ai Governi di tutti i paesi partecipanti al Patto e alle organizzazioni internazionali. Possono partecipare ai lavori parlamentari, senza diritto di voto, anche delegazioni parlamentari di paesi non appartenenti all'Alleanza, ma che hanno con essa relazioni di associazione. Tali sono le Delegazioni parlamentari associate di paesi quali ad esempio l'Armenia e l'Austria, la Delegazione del Parlamento europeo, le Delegazioni associate mediterranee e, infine, le Delegazioni parlamentari con lo status di Osservatore parlamentare, come, ad esempio, le Delegazioni di paesi quali l'Australia, il Giappone, ma anche le Delegazioni delle assemblee parlamentari delle Organizzazioni internazionali (Consiglio d'Europa, OSCE, UEO).

Il Servizio Affari Internazionali del Senato cura con particolare attenzione la pagina del sito web dedicata alla Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della Nato. Di notevole interesse e fonte di costante aggiornamento sono la documentazione (AP) predisposta dal Servizio sui temi oggetto di esame in Assemblea e i dossier di analisi e approfondimento sulle diverse fasi di trasformazione dell'Alleanza Atlantica e sui rapporti con l'Unione Europea (Dossier nn. 59/ 2006; 69/2007, 88/2008).

La Biblioteca del Senato mette a disposizione dei lettori una selezione di monografie (2004-2010) sull'argomento, rimandando al catalogo del Polo bibliotecario parlamentare per ulteriori approfondimenti. Si rinvia ai precedenti numeri di Minervaweb (27, 28 , 29 e 30) per le schede informative sulle Organizzazioni governative e non governative, sull'Organizzazione delle Nazioni Unite, sul Consiglio d'Europa e sull'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

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