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Minerva Web
Rivista online della Biblioteca "Giovanni Spadolini"
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
Venti anni di apertura al pubblico della Biblioteca del Senato
n. 72 (Nuova Serie), maggio 2023

Il resoconto stenografico parlamentare e la macchina "Michela" / Edoardo Caroni

Le collezioni della Biblioteca del Senato, di cui lo "Speciale" di questo numero racconta la storia recente, sono ricche di pubblicazioni antiche o rare, alcune delle quali sono state digitalizzate e messe in rete nella sezione "Scaffale della memoria" del nostro sito internet. La selezione delle opere da digitalizzare avviene in base a una valutazione del loro rilievo per le discipline storiche, giuridiche, politiche, sociali, che sono gli ambiti di specializzazione della biblioteca; tuttavia, vengono prese in considerazione anche pubblicazioni di taglio diverso, purché abbiano attinenza col lavoro parlamentare.

È a quest'ultima categoria che appartiene il breve saggio pubblicato nel 1930 dall'allora capo stenografo e futuro direttore del Servizio resoconti del Senato del Regno, Edoardo Caroni, per far conoscere le modalità di redazione dei resoconti stenografici delle sedute del Senato e in particolare il funzionamento della macchina usata allo scopo, di cui proprio in quell'anno si celebrava il cinquantesimo anniversario: la cosiddetta "Michela", dal nome del suo ideatore Antonio Michela Zucco. Si tratta di una pubblicazione d'indubbio interesse per la storia del Senato, anche se relativa a un aspetto meno immediatamente politico della sua attività: la stesura dei resoconti delle sedute, infatti, si basa tuttora su tecniche stenografiche, evolute nel corso del tempo e oggi aggiornate anche dal punto di vista tecnologico.

Il volumetto, che in chiusura riproduce le relazioni del 1880 della Commissione incaricata del Presidente del Senato «di esaminare i risultati ottenuti colla macchina Michela» (pp. 45-53), viene oggi riproposto nello "Scaffale della memoria" non solo perché rappresenta un esempio di successo del «genio inventivo» nazionale (così scrive lo stesso Caroni, p. 43) ma anche perché la Biblioteca del Senato ha di recente acquisito tra i suoi fondi personali la collezione Aliprandi Rodriguez, ricca di opere su stenografia e dattilografia, a cui in questo stesso numero di "MinervaWeb" è dedicato un articolo.

Come di consueto, le pubblicazioni digitalizzate nella sezione "Scaffale della memoria" sono precedute da introduzioni che le illustrano e contestualizzano. Per il volume di Caroni abbiamo fatto ricorso a due firme d'eccezione: Fabio Angeloni, Stenografo capo all'interno del Servizio Resoconti e comunicazione istituzionale del Senato, e Paolo Antonio Michela Zucco, ex stenografo parlamentare capo e curatore della digitalizzazione del sistema Michela. Nel ringraziarli, proponiamo di seguito un estratto del loro contributo, per il cui testo completo rinviamo alla sezione "Scaffale della memoria", dove si può scaricare anche il libro di Caroni.

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La macchina Michela fa la sua prima comparsa al Senato del Regno sul finire del 1880. Tale rivoluzionario dispositivo pone fine a un periodo difficile per i resoconti parlamentari di questo ramo del Parlamento, dovuto alla carenza di stenografi manuali, alla lentezza nella produzione dei resoconti per la presenza di più sistemi, stenografici e non, e alla difficoltà di far trascrivere gli stenogrammi a operatori diversi dal loro autore. Il Senato italiano diviene così il primo contesto assembleare al mondo a utilizzare per la redazione dei resoconti, anziché la tradizionale stenografia manuale, la stenografia a macchina (cd. stenotipia), che aveva fatto la sua comparsa nei primi decenni del secolo con l'ideazione di svariati sistemi e tastiere, nessuno dei quali però aveva avuto applicazione pratica. Fin da subito la macchina Michela si presenta come un dispositivo molto innovativo e al contempo di notevole semplicità. Essa viene ideata dal prof. Antonio Michela Zucco a seguito di lunghi studi condotti sull'apparato vocale umano e sui suoni da esso producibili, nel perseguimento di quello che sarà il suo ideale di vita: realizzare un alfabeto universale unicamente basato su valori fonici con la creazione di un'espressione grafica del suono delle parole che fosse comune per tutti i linguaggi, così come la scrittura musicale per ogni tipo di musica e di strumento. Tale alfabeto, secondo gli intenti dell'inventore, avrebbe costituito un potente mezzo per la frantumazione delle barriere linguistiche, la circolazione del sapere e l'affratellamento dei popoli.

L'autore sottolinea come sia stata data scarsa rilevanza alla figura dell'inventore e alla sua pregevole opera, che avrebbe meritato ben altro rilievo. Del resto, a seguito di questa esperienza di cinquant'anni di utilizzo della macchina al Senato risultava a tutti evidente come la stessa rispondesse brillantemente alle peculiari esigenze di un buon servizio stenografico parlamentare, con particolare riguardo all'esattezza e alla celerità del resoconto.

Leggi e scarica la pubblicazione su Internet Archive o scarica qui il pdf

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Dal sito del Senato:

- Stenografia in Senato [sezione del sito del Senato dedicato alla storia e altri approfondimenti sulla stenografia e la macchina Michela]

- Il sistema Michela [brochure sulla macchina Michela e il suo inventore disponibile sul sito SenatoRagazzi]

Dal sito della biblioteca:

- Scaffale della memoria [raccolta delle pubblicazioni antiche o rare digitalizzate e disponibili per il download]

In questo stesso numero:

- Il Fondo Aliprandi Rodriguez: tra storia e tecnica, tra Parlamento e società

- Vent'anni di donazioni alla Biblioteca del Senato: «ad "uomini vedenti" che sanno leggere»

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