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Martedì 23 Gennaio 2024 - 148ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 16:32)

L'Assemblea ha approvato il ddl n. 615, collegato alla manovra di finanza pubblica, recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Il testo passa ora alla Camera dei deputati.

Il provvedimento, alla luce delle modifiche apportate in sede referente, si compone di 11 articoli. L'articolo 1 indica le finalità dell'intervento normativo; l'articolo 2 stabilisce una clausola di limitazione delle intese da parte del Presidente del Consiglio per assicurare la coesione nazionale; l'articolo 3 rafforza il ruolo del Parlamento nella determinazione dei LEP; l'articolo 4 garantisce l'uguaglianza dei LEP su tutto il territorio nazionale; gli articoli 5 e 6 regolano rispettivamente le modalità dell'intesa e il trasferimento delle funzioni dalle Regioni agli enti locali; l'articolo 7 contiene una clausola di supremazia statale: l'articolo 8 riguarda la Commissione paritetica di valutazione degli oneri derivanti dalla delega di funzioni alle Regioni; l'articolo 9 stabilisce che le intese non devono pregiudicare l'entità delle risorse da attribuire alle altre Regioni; l'articolo 10 contiene una norma di garanzia per l'unità nazionale e la coesione sociale; l'articolo 11, infine, contiene disposizioni transitorie (v. comunicato n. 145).

Oggi hanno avuto luogo le dichiarazioni finali, nelle quali sono intervenuti, esprimendo un voto a favore del provvedimento, i sen. De Poli (Cd'I), che ha sostenuto che l'autonomia differenziata è una legge storica che risponde alla volontà dei cittadini e dimostra che la maggioranza guarda al futuro mentre l'opposizione preferisce l'immobilismo; Durnwalder (Aut), che ha evidenziato l'importanza dell'autonomia nella gestione delle decisioni politiche vicine ai cittadini: in tal senso, l'Alto Adige rappresenta un modello virtuoso che potrebbe essere esteso anche a livello internazionale; Occhiuto (FI-BP), secondo cui la legge può essere utile se correlata ai diritti di cittadinanza e ai servizi essenziali, che ha proposto un focus sul futuro con un piano di occupazione giovanile legato alla transizione ambientale e digitale; Romeo (LSP), che ha difeso la proposta, evidenziando i benefici potenziali e la graduale implementazione del processo, accusando l'opposizione di retorica divisiva; De Priamo (FdI), che ha affermato che il Governo sta riducendo le differenze attraverso investimenti in aree svantaggiate e rimarcato il contributo positivo delle politiche governative in termini di crescita e superamento di situazioni di abbandono. In dissenso dal Gruppo, la sen. Gelmini (Misto-Az) ha annunciato un voto a favore per tre motivi: la preferenza per una legge quadro anziché intese dirette tra Regioni e Stato; l'adesione al principio del finanziamento dei diritti di cittadinanza sostenuto durante il Governo Draghi e il passaggio dalla spesa storica al costo standard per un efficientamento della spesa pubblica. Hanno espresso un voto contrario i sen. Dafne Musolino (IV), che ha rimarcato che, sebbene il principio autonomista sia legittimo, l'attuazione proposta risulta divisiva e sperequativa e porterà alla frammentazione del territorio nazionale e alla potenziale varietà di regole nelle diverse Regioni; De Cristofaro (Misto-AVS), che, con la promessa di lavorare per indire un referendum abrogativo del provvedimento, ha accusato il Governo di uno scambio scellerato tra autonomia differenziata e premierato, che minaccia la democrazia e marginalizza il Parlamento; Maria Domenica Castellone (M5S) che, accusando la maggioranza di ipocrisia nel definirsi patriota, ha manifestato preoccupazioni riguardo alla mancanza di approfondimento finanziario della legge, che danneggia il Sud tradendo gli elettori e gli amministratori locali; Giorgis (PD), che ha contestato il collegamento del ddl alla legge di bilancio, limitando il confronto e favorendo una circoscrizione del merito, ha sottolineato la dubbia forza vincolante di una legge ordinaria ed evidenziato lacune nella determinazione dei LEP. Il sen Lombardo (Misto-Az) ha annunciato l'astensione, criticando il carattere ideologico del dibattito, sottolineando la necessità di un adeguato finanziamento dei LEP e di una revisione dell'attribuzione di alcune funzioni alle Regioni, come le infrastrutture energetiche e ambientali.

(La seduta è terminata alle ore 18:35 )

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