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Giovedì 21 Dicembre 2023 - 140ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 10:05)

L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 926 recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026, nel testo proposto dalla 5a Commissione.

Alla luce delle numerose e corpose modifiche apportate in Commissione, il testo si compone di 149 articoli, suddivisi in due Sezioni, Titoli e Capi. La Sezione I («Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici») si suddivide in 13 Titoli concernenti i risultati differenziali del bilancio dello Stato, misure per sostenere il potere di acquisto delle famiglie, riduzione della pressione fiscale e misure in materia di rinnovo dei contratti del pubblico impiego, disposizioni in materia di entrate e misure per la lotta all'evasione fiscale, lavoro, famiglia, pari opportunità e politiche sociali, misure per il potenziamento del sistema sanitario, crescita e investimenti, misure per la difesa e la sicurezza nazionale, giustizia, misure per la partecipazione dell'Italia all'Unione europea e a organismi internazionali, nonché misure in favore dell'Ucraina, misure in materia di calamità naturali ed emergenze, enti territoriali, disposizioni finanziarie di revisione della spesa e finali. La Sezione II (articoli 90-109) concerne l'approvazione degli stati di previsione, il quadro generale riassuntivo e altre disposizioni (v comunicato n. 139).

Nella seduta di ieri è iniziata la discussione generale, che si è conclusa oggi con gli interventi dei sen. Ada Lopreiato, Mazzella, Trevisi, Elisa Pirro, Barbara Guidolin, Cataldi, Sironi, Dolores Bevilacqua, Gabriella Di Girolamo, Concetta D'Amante, Alessandra Maiorino, Maria Domenica Castellone (M5S), Giacobbe, Vincenza Rando, Misiani, Bazoli, Verini, Annamaria Furlan, Cristina Tajani, Cecilia D'Elia, Francesca La Marca, Ylenia Zambito, Nicita, Franceschelli, Beatrice Lorenzin, Manca (PD), Paola Ambrogio, Russo, Lavinia Mennuni, Vita Maria Nocco (FdI), Lotito, Rosso, Zanettin, Licia Ronzulli (FI-BP), Elena Murelli, Bergesio, Stefania Pucciarelli, Dreosto, Borghi Claudio (LSP), Dafne Musolino, Silvia Fregolent, Raffaella Paita (IV), Patton (Aut) e Magni (Misto-AVS). I Gruppi di opposizione hanno criticato fortemente la manovra come un provvedimento vuoto di contenuti e soluzioni, priva di una visione politica e di investimenti significativi in settori cruciali, quindi incapace di stimolare la crescita. IV ha lamentato il breve orizzonte temporale delle misure, come nel caso del taglio al cuneo fiscale e delle fasce Irpef, limitato al 2024; ha contestato l'aumento delle tasse senza investimenti, soprattutto nel settore culturale, stigmatizzando la revoca della 18app, ma ha espresso soddisfazione per i successi ottenuti dall'opposizione, come l'aumento del fondo per contrastare la violenza di genere e i finanziamenti per malattie rare e Alzheimer. Misto-Az ha rilevato l'orientamento sbagliato del ddl verso l'indebitamento temporaneo dei cittadini e presentato la contromanovra di bilancio di Azione, evidenziando priorità come l'incremento delle risorse per la sanità pubblica e salari del personale medico, contrasto alla dispersione scolastica e incentivi fiscali per famiglie e imprese. Aut ha rimarcato l'incoerenza sul tema pensionistico, contrariamente alle promesse di superamento della legge Fornero, segnalando il rischio di rendere i futuri pensionati più poveri con misure che riducono la capacità di spesa. Misto-AVS ha criticato la scelta di scaricare responsabilità sui Comuni senza un sostegno finanziario adeguato e sollevato preoccupazioni sulla gestione delle risorse, sottolineando la necessità di ridurre le spese militari e investire in politiche ambientali, rilevando la mancanza di risposte concrete alle crisi aziendali, come nel caso dell'Ilva, e l'assenza di interventi sulla precarietà. M5S ha accusato il Governo di adottare approcci ideologici basati sull'austerità e proposto alternative, come la razionalizzazione della spesa, la promozione della crescita attraverso investimenti e una maggiore lotta all'evasione fiscale, criticando la segregazione sociale e invitando la maggioranza a confrontarsi con i dati ufficiali in relazione al tanto esecrato Superbonus. Il PD ha stigmatizzato la mancanza di risorse per il rinnovo contrattuale e di risposte strutturali sui temi del lavoro, sicurezza e welfare, la transizione energetica e digitale, il taglio alle pensioni, l'assenza di protezione per i più deboli e la riduzione dei fondi destinati al contrasto alla povertà. Entrambi i Gruppi hanno condannato con forza la decisione di sottrarre fondi alle Regioni Calabria e Sicilia per finanziare il Ponte sullo Stretto. La maggioranza ha riconosciuto gli sforzi del Governo nel gestire situazioni finanziarie complesse e prendere misure concrete per sostenere l'economia, le famiglie e il settore pubblico. FI-BP ha difeso la manovra come razionale e realistica, con una riduzione della pressione fiscale e un'attenzione verso i bisogni dei settori produttivi e delle persone, inclusi investimenti negli asili nido e incentivi per le madri lavoratrici, sottolineando la sua importanza nel bilanciare la prudenza finanziaria con la necessità di promuovere la crescita e il benessere del Paese. LSP ha messo in risalto gli investimenti record nella sanità e il focus sull'occupazione, la riduzione del cuneo fiscale, il supporto alle imprese e alle famiglie; ha promosso la delega fiscale come strumento per premiare chi produce ricchezza, l'aumento degli stipendi nel comparto difesa e sicurezza, con coperture assicurative e pensionistiche, e gli investimenti massicci in opere strategiche. FdI ha rimarcato la discontinuità rispetto al passato ed evidenziato gli aspetti positivi dell'andamento macroeconomico italiano, difendendo le scelte del Governo Meloni in merito al Superbonus e alla revisione del reddito di cittadinanza, accusando l'opposizione di trascurare gli impatti positivi di interventi importanti, come l'aumento del potere d'acquisto per milioni di lavoratori e misure a sostegno delle imprese, quali la super deduzione del costo del lavoro per i nuovi contratti a tempo determinato e la revisione del PNNR per la crescita e la competitività. In replica, i relatori hanno risposto alle critiche delle forze di opposizione, evidenziando l'unità di intenti della maggioranza di Governo, ricordando la difficoltà di dover partire con meno 33 miliardi per il Superbonus e i tassi BCE. Il Sottosegretario Freni ha richiamato l'orgoglio del Governo per una legge di bilancio politica e identitaria, riaffermando la capacità di affrontare nodi strutturali e la fiducia dell'Europa nel metodo di utilizzo del deficit.

Approvati i 20 articoli della Sezione II della legge di bilancio, con le annesse tabelle, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione dell'emendamento 1.9000, interamente sostitutivo della Sezione I del ddl n. 926, che include le modifiche approvate dalla Commissione in sede referente.

Come già stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, le dichiarazioni di voto si svolgeranno domani mattina.

(La seduta è terminata alle ore 18:28 )

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